Casa Betania, tra accoglienza, lavoro e solidarietà

Domenica 23 la vendita dei prodotti artigianali del “Laboratorio delle mamme” nel negozio “Da tutti i Paesi” di F. C.
Le pagine web di Casa Betania

Bomboniere, corredi, borse. Ma anche lavori di cucito, tendaggi, riparazioni sartoriali. Tutti i prodotti artigianali del “Laboratorio delle mamme” di Casa Betania – la casa famiglia nata nel 1993 in seno alla cooperativa L’accoglienza dall’impegno della famiglia Dolfini e di un folto gruppo di volontari presenti a rotazione nella struttura – saranno in vendita domenica 23 ottobre presso il negozio “Da tutti i Paesi” (v. Giulio III 9). Un modo per contribuire all’autofinanziamento delle attività della struttura, ma anche per far conoscere il cammino verso il raggiungimento dell’autonomia e dell’integrazione sociale delle mamme che Casa Betania ha incontrato e continua a incontrare sul proprio cammino.

La struttura di via delle Calasanziane infatti offre ospitalità a mamme gestanti o con bambino in situazione di particolare necessità e a piccoli soli (fino a un numero di 6) nella fascia d’età dalla nascita agli 8 anni, segnalati dai servizi sociali o dal Tribunale per i minori. Per ciascuno degli ospiti – spesso immigrati – viene elaborato un progetto di accoglienza di concerto con i servizi sociali, «con l’obiettivo che l’esperienza di accoglienza a Casa Betania rappresenti un momento di passaggio all’interno di una progettualità più ampia ritagliata sulle esigenze di ciascuna persona». Poi, alcuni si fermano pochi giorni, altri rimangono più di un anno, ma tutti, raccontano Giuseppe e Silvia Dolfini ripensando ai volti incontrati in questi anni nella loro casa, «hanno vissuto con noi, con tutti abbiamo condiviso la storia, mangiato alla stessa tavola, dormito nella stessa casa. Abbiamo condiviso un pezzetto di strada».

Per quanti poi riescono a rimettere insieme la loro storia personale, magari trovando un lavoro, la cooperativa L’accoglienza continua il percorso di accompagnamento verso l’autonomia, aiutando le donne ospiti a trovare un alloggio che consenta loro di lasciare Casa Betania. Per vincere le resistenze dei proprietari a dare in locazione un appartamento a donne straniere – specie se con bimbi piccoli – dal 1994 la cooperativa si pone come intestataria titolare dell’affitto, a garanzia degli oneri economici da assumere, mettendo comunque i proprietari al corrente dell’identità delle persone per le quali si richiede l’alloggio e che continuano a pagarne le spese. L’obiettivo è sempre lo stesso: il raggiungimento dell’autonomia delle donne. Attraverso un percorso che prevede diverse tappe intermedie, nel quale nessuno però viene lasciato solo.

Per conoscere meglio l’attività di Casa Betania è on line da poche settimane anche un sito internet, costantemente aggiornato anche sugli incontri e sugli eventi in programma.

21 ottobre 2005

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