Comicità caustica con “La rosa tatuata”

Dal film di Daniel Mann del 1955 un’opera al Quirino per la regia di Francesco Tavassi. Mariangela D’Abbraccio nei panni che furono di Anna Magnani di Toni Colotta

Ancora un’«invasione» di cinema nel teatro, ma stavolta con un «rimbalzo» sulla letteratura, per così dire. “La rosa tatuata” è un film di Daniel Mann legato alla grande interpretazione di Anna Magnani con la quale vinse l’Oscar nel 1955. Ma lo «script», poi trasposto sullo schermo, era di Tennessee Williams che lo ideò proprio per la nostra Anna, da lui ammiratissima.

Masolino d’Amico ha tradotto e adattato il testo per lo spettacolo teatrale, al Quirino, allestito da Francesco Tavassi. Nei panni della protagonista Serafina si cimenta lodevolmente Mariangela D’Abbraccio. Al centro di un dramma/commedia ambientato dalle parti di New Orleans, nell’humus degli immigrati da varie provenienze – con un miscuglio di lingue e dialetti, in particolare siciliano – ormai avviati all’integrazione in quel Sud americano legato all’autore. Che adotta caratteristiche espressive diverse da quelle dei suoi melodrammi noti. Serafina si districa fra la precoce vedovanza, la scoperta a posteriori di avere amato un adultero e l’incontro di un nuovo amore. Le passioni anche qui sembrano scatenarsi, temperate però dall’ironia, con il colore acre del dialetto e un lieto fine. Una «comicità caustica», per il regista Tavassi, che fa cogliere «ogni aspetto di quel “carattere italico”, così umorale e appassionato da svelarne sentimenti e contraddizioni». Coprotagonista Paolo Giovannucci.

25 maggio 2009

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