Conferenze sulla Shoah, «tra memoria e storia»
La Gregoriana propone insieme a Roma Tre e all’Ufficio diocesano per la pastorale scolastica una serie di incontri gratuiti e aperti a tutti sulle rappresentazioni dell’Olocausto in Italia e in Europa di Federica Cifelli
È dedicato alla diversità degli approcci alla Shoah che negli ultimi 60 anni hanno caratterizzato il dibattito e la memoria in Italia e in Europa il nuovo ciclo di conferenze gratuite e aperte al pubblico organizzato dalla Pontificia Università Gregoriana in collaborazione con l’università Roma Tre e con l’Ufficio per la pastorale scolastica del Vicariato. Una serie di incontri a due voci, una di parte ebraica e una di parte cristiana, che prenderà il via mercoledì 7 novembre alle 18 nell’Aula magna dell’ateneo di piazza della Pilotta per continuare fino all’8 maggio con un ritmo quindicinale, alternando la sede della Gregoriana con quella di Roma Tre, in via Ostiense 159. Il tema: “La Shoah tra memoria e storia. Le rappresentazioni della Shoah in Italia e in Europa”.
«In un momento di cambiamento generazionale che si riflette in cambiamenti di sensibilità e di scelte personali – spiega il gesuita Philipp Renczes, direttore del Centro Cardinale Bea per gli Studi giudaici della Gregoriana, che organizza l’iniziativa – è molto importante interrogarsi sul significato della Shoah per l’oggi e, in particolare, interrogarsi sugli obiettivi che un insegnamento della Shoah può raggiungere». Il “come” lo spiega don Filippo Morlacchi, direttore dell’Ufficio diocesano per la pastorale scolastica: «È il secondo anno che Vicariato e Centro Cardinale Bea propongono questa iniziativa, con un discreto successo, con la collaborazione importante di David Meghnagi, direttore del Master internazionale in Didattica della Shoah di Roma Tre. Abbiamo scelto di proporre interventi a due voci per poter manifestare i vissuti soggettivi, e quindi indiscutibili, del sentimento rispetto alla tragedia della Shoah». L’obiettivo: mettere al centro questa «rappresentazione personale dei sentimenti», attraverso i vari possibili approcci. Cercando di reperire «criteri ermeneutici e metodologici per affrontare adeguatamente il compito di commemorare la Shoah nel XXI secolo».
Si parlerà quindi della Shoah nella letteratura, ma anche nel cinema e nella filosofia. Si cercherà di mettere a fuoco lo sviluppo del pensiero ebraico di fronte alla Shoah ma anche quello della teologia cristiana da quella immane tragedia in poi, senza dimenticare il ruolo della storiografia nel “racconto” della Shoah. L’8 maggio la conclusione con la tavola rotonda su “Le sfide dell’insegnamento della Shoah”. L’idea, commenta don Morlacchi, è mettere al centro «le buone pratiche sulla didattica dell’Olocausto». Il corso infatti è rivolto prevalentemente agli insegnanti, «di religione e non solo», ai quali si propone come «formazione specifica finalizzata al servizio che già svolgono nella scuola», ma è aperto a tutti come «studio accademico di alto profilo», osserva il sacerdote. Per «offrire orientamento a chi si sente interpellato da questa tragedia senza paragoni – sottolinea padre Renczes – e a chi si trova davanti al compito di proporre forme di commemorazione per il nostro tempo».
Le conferenze si svolgono sempre il mercoledì, dalle 18 alle 20. Per informazioni e per conoscere il calendario completo: Centro Cardinale Bea per gli Studi giudaici (Pontificia Università Gregoriana), tel. 06.67015522, email judaicstudies@unigre.it, www.unigre.it/judaicstudies.
30 ottobre 2012