Contro la depressione post-partum la guida per le neomamme

Una pubblicazione voluta da Roma Capitale in collaborazione con Policlinico Umberto I e Università La Sapienza di R. S.

La notte si dorme poco per via del pianto del piccolo. Si fanno i conti con nuove emozioni e un nuovo modo di gestire il proprio tempo. E non sempre ci si riesce. La maternità è un momento speciale per ogni donna, in cui si rende assolutamente necessario prendersi cura della salute del proprio bambino, ma anche di se stesse e del proprio benessere. Roma Capitale, in collaborazione il Policlinico Umberto I e l’Università La Sapienza, promuove un opuscolo pensato e studiato per aiutare le neo mamme a prevenire la depressione post partum, fornendo informazioni semplici, ma utili, per vivere al meglio i primi tempi con il proprio bebè. Voluto dal delegato del sindaco per le Pari opportunità, Lavinia Mennuni, la guida all’interno della quale trovare tutti i consigli più utili per affrontare un fenomeno naturale che può talvolta volgere negativamente trasformandosi per alcune donne fino ad una vera e propria patologia.

Con la nascita di un bebè, infatti, soprattutto nel caso in cui sia primogenito, nascono dubbi e perplessità, sorgono preoccupazioni dovute a un evento meraviglioso, ma del tutto sconosciuto per le neo mamme. La stanchezza della partoriente, unita ai cambiamenti fisici del dopo parto talvolta può rendere difficoltoso il momento della nascita di un figlio, soprattutto se è il primo. Ecco allora il senso di questo preziosissimo lavoro, un vademecum per i bisogni e le necessità di una neo mamma con tutti i consigli per gestire la stanchezza, i problemi legati al sonno o all’alimentazione.

Aspetti problematici, spesso sottovalutati perché il nuovo nato nella sua fragilità attrae su di sé tutte le attenzioni, vengono qui richiamati al fine di non relegare in secondo piano l’inizio di una nuova fase di vita anche per la mamma. Fornire un contributo per affrontare l’immenso e complesso universo della maternità ponendo l’attenzione nella direzione del nuovo “nucleo” familiare, è il senso di questo lavoro.

Un’iniziativa intrapresa anche in considerazione del sempre più centrale ruolo della donna nella società, anche alla luce dell’ultimo rapporto demografico Istat che evidenzia come la dinamica naturale (differenza tra nascite e decessi ) registri un saldo di segno negativo in misura, tuttavia, ancora più accentuata di quella del precedente triennio: meno 30.200 unità nel 2010, contro le meno 22.800 unità nel 2009 e meno 8.500 unità nel 2008.

27 maggio 2011

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