«Costruire l’unità con la preghiera»

I vespri presieduti dal Papa venerdì 25 a san Paolo a chiusura della Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani di R. S.
La veglia diocesana al Sacro Cuore di Maria di Ilaria Sarra

Un incessante invito alla preghiera è il filo conduttore dell’omelia che Benedetto XVI ha proposto venerdì scorso, presiedendo la celebrazione dei secondi vespri nella solennità della Conversione di San Paolo Apostolo, nella basilica di San Paolo fuori le mura. Un tradizionale appuntamento, che riunisce rappresentanti delle Chiese e comunità cristiane, a conclusione della Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani, imperniata quest’anno sul tema «Pregate continuamente» (dalla prima lettera di San Paolo ai Tessalonicesi). Il Papa ha sottolineato «quanto l’opera della ricomposizione dell’unità, che richiede ogni nostra energia e sforzo, sia comunque infinitamente superiore alle nostre possibilità. L’unità con Dio e con i nostri fratelli e sorelle è un dono che viene dall’Alto. Non è in nostro potere decidere quando o come questa unità si realizzerà pienamente. Solo Dio potrà farlo!». L’invito dell’apostolo a «pregare continuamente» è «sempre attuale», ha osservato il Santo Padre. «Dove trovare lo “slancio supplementare” di fede, di carità e di speranza di cui ha oggi un particolare bisogno la nostra ricerca dell’unità? Il nostro desiderio di unità non dovrebbe limitarsi ad occasioni sporadiche, ma divenire parte integrante di tutta la nostra vita di preghiera. È il cammino della preghiera – ha aggiunto il Papa – che ha aperto la strada al movimento ecumenico, così come lo conosciamo oggi. Non esiste pertanto un ecumenismo genuino che non affondi le sue radici nella preghiera».

Rievocando la storia dell’ottavario, di cui si celebra il centesimo anniversario, Benedetto XVI ha ringraziato Dio «per il grande movimento di preghiera che, da cento anni, accompagna e sostiene i credenti in Cristo nella loro ricerca di unità. La barca dell’ecumenismo non sarebbe mai uscita dal porto se non fosse stata mossa da quest’ampia corrente di preghiera e spinta dal soffio dello Spirito Santo». Ha poi ricordato la vita e la testimonianza di suor Maria Gabriella dell’Unità (1914-1936), trappista del monastero di Grottaferrata (attualmente a Vitorchiano), che «non esitò a dedicare la sua giovane esistenza a questa grande causa»; fu beatificata 25 anni fa da Giovanni Paolo II proprio a San Paolo fuori le mura.

«Inoltre, da quarant’anni esatti, le comunità cristiane di tutto il mondo – ha affermato il Pontefice – ricevono per la Settimana meditazioni e preghiere preparate congiuntamente dalla Commissione “Fede e Costituzione” del Consiglio ecumenico delle Chiese e dal pontificio Consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani. Questa felice collaborazione ha permesso di ampliare il vasto circolo di preghiera e preparare i suoi contenuti in maniera più adeguata».

Al termine, il Papa ha ribadito l’annuncio già diffuso nei giorni scorsi: il 28 giugno aprirà l’Anno Paolino, da lui voluto, sempre in questa basilica. Anno «consacrato alla testimonianza e all’insegnamento dell’apostolo Paolo». A lui è ispirato l’augurio finale: «Che il suo instancabile fervore nel costruire il Corpo di Cristo nell’unità ci aiuti a pregare incessantemente per la piena unità di tutti i cristiani!».

28 gennaio 2008

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