Cristiani dell’Iraq, tra croce e speranza

La quotidianità del popoloso villaggio di Karakosh nelle immagini di Cristian Gennari, fotografo di Romasette e Romasette.it, in mostra al centro giovanile GP2 fino al 20 giugno di Mariaelena Finessi

«Vivere la vita ogni giorno tenendo fra le mani la croce con lo sguardo fisso alla risurrezione». Questo dicono i cristiani dell’Iraq, minoranza fra fazioni in lotta. «In primo piano ci sono le croci o le macerie della guerra, ma sullo sfondo si delinea la vita che rinasce dal desiderio di pace e collaborazione fra popoli, culture e religioni diverse». Sono queste le parole che raccontano la bellezza dei cristiani di Karakosh negli scatti di Cristian Gennari, fotografo di Romasette, che lo scorso anno ha raggiunto l’Iraq insieme a monsignor Marco Fibbi, parroco di San Romano. Attraversando le vie del quartiere ghetto di Shikak, Gennari ha fermato nel tempo il messaggio di uomini e donne di fede, perseguitati a causa del loro credo e tuttavia disposti a «non lasciarsi vivere» ma intenzionati a «prendere nelle mani la propria vita» per farne, come disse Giovanni Paolo II, «un autentico e personale capolavoro». In tutto sessanta pannelli fotografici che catturano la quotidianità del più popoloso villaggio cristiano d’Iraq con 25mila anime che, pur nella diversità di rito, convivono pacificamente. Cristiani che provano a far salva la vita in mezzo alle bombe e all’odio religioso e che, trovandosi affissi alle porte delle proprie abitazioni messaggi di morte, sono fuggiti dai territori circostanti per rifugiarsi in questa antica roccaforte, nella piana di Ninive, provincia di Mosul. Città, quest’ultima, in queste ore piombata nel caos: centinaia di guerriglieri islamici vi hanno fatto irruzione e hanno assunto il controllo di ampie porzioni di territorio.

Allestita nel centro culturale GP2, in vicolo del Grottino 3b (via del Corso), la mostra sarà inaugurata domani, martedì 17 giugno, alle 19 e sarà visitabile fino al 20 giugno. Per l’occasione interverranno, tra gli altri, l’attrice Cristina Odasso, la presidente delle Acli provinciali di Roma Lidia Borzì, il presidente del circolo Acli «Oltre il naso» Emiliano Paris e il direttore di Acs Italia Massimo Ilardo. Sarà possibile ascoltare attraverso alcune videotestimonianze i racconti degli abitanti di Karakosh. Seguirà un rinfresco a base di cous cous e bruschette ricavate dal pane raccolto con il progetto «Il pane a chi serve», l’iniziativa di Acli Roma e Eataly che mette a disposizione il pane invenduto della giornata per la ridistribuzione a mense e associazioni.

16 giugno 2014

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