Cucuteni-Trypillya, alla scoperta di un’antica civiltà europea

Al Palazzo della Cancelleria oltre 450 reperti ripercorrono la storia del popolo che dominò l’Europa orientale dal 3.000 al 5.000 a. C. di Francesca Romana Cicero

Al riparo delle dolci colline dei Carpazi, nei fertili campi della Romania, della Repubblica di Moldavia e nelle pianure dell’Ucraina, viveva una delle più antiche civiltà neolitiche d’Europa: i Cucuteni-Trypillya. Grazie alla collaborazione dei tre paesi coinvolti, nelle prestigiose sale di Palazzo della Cancelleria un’esposizione attesta, in linea con lo stato attuale delle conoscenze, il risultato di studi che hanno impegnato per Grazie alla collaborazione dei tre paesi coinvolti, nelle prestigiose sale di Palazzo della Cancelleria un’esposizione attesta, in linea con lo stato attuale delle conoscenze, il risultato di studi che hanno impegnato per 125 anni archeologi e ricercatori. Oltre 450 reperti di varia tipologia, selezionati per un pubblico eterogeneo, rievocano il mistero di questa civiltà, che prese il nome convenzionale dei villaggi in cui avvennero i primi ritrovamenti. Civiltà dedita essenzialmente all’agricoltura, praticata anche con un primordiale aratro, e all’allevamento del bestiame.

Insediatisi in una zona un tempo trascurata dagli archeologi, il cui interesse scientifico era prevalentemente rivolto verso lo studio delle popolazioni mesopotamiche del Medio Oriente, i Cucuteni-Trypillya per due millenni – dal 5.000 al 3.000 a.C. – dominarono l’Eurasia, raggiungendo verosimilmente uno stadio proto-urbano. Condizione degna di nota per una civiltà le cui prime testimonianze, confermate al radiocarbonio, risalgono ad un’era preistorica. Nella mostra sono ricostruiti gli insediamenti delle proto-città, costituite da abitazioni in muratura con tetti e arredi lignei, piuttosto estese e a pianta rettangolare, disposte a schiera o in centri concentrici per motivi difensivi. Abitazioni che non denotano tipologie distintive relative a differenti classi sociali. Le variazioni delle dimensioni, infatti, potrebbero dipendere semplicemente dal numero dei componenti il nucleo familiare o dalla tecnica di costruzione. Lo spazio interno destinato ai focolari – talvolta realizzati con maschere umane divinizzate – era il più importante ed utilizzato per dormire, quello esterno era adibito agli animali domestici.

Indubbia è la complessità di questa civiltà che denota la specializzazione di alcune persone e il conseguente aumento progressivo di conoscenze e competenze in varie attività, dall’artigianato allo sfruttamento delle materie prime. Artigianato che denota un gusto estetico estremamente moderno, in special modo nella felice combinazione di motivi geometrici e spiraliformi delle decorazioni dei vasi, di cui il pittore ben considerava la forma e la temperatura di cottura. Vasi, la cui funzione variava, sovente destinati a rituali che esaltavano, anche in forme gemelle unite, la credenza nella divinità della Grande Madre Terra, con gli attribuiti femminili evidenziati, e in quella maschile del Toro celeste.

Il lavoro di ricerca e di conoscenza che ha determinato le scelte espositive – gradevolmente e competentemente illustrate dall’archeologa Tamilia Marin, che accompagna il visitatore in questo viaggio ai primordi della civiltà – emerge in ogni sala, in cui sono presenti anche idoli e oggetti cultuali simbolici, la cui funzionalità è ancora in fase d’interpretazione. Del resto, di questa civiltà che, secondo alcune ipotesi, sarebbe persino la culla dei Sumeri se non, addirittura, il luogo della mitica Atlantide, molti sono ancora gli interrogativi non risolti che ne accrescono il fascino.

“Cucuteni-Trypillya. Una grande civiltà dell’Antica Europa” c/o Palazzo della Cancelleria, piazza della Cancelleria, 1. Fino al 31 ottobre 2008. Orario: dalle 10 alle 13.30 e dalle 16.30 alle 19. Lunedì chiuso. Ingresso: gratuito. Informazioni: 06.98260929 – 06.69887616

7 ottobre 2008

Potrebbe piacerti anche