Dagli arazzi fiamminghi lo Spirito degli Apostoli

di Marco Frisina

Tra i grandi capolavori che adornavano la Cappella Sistina, priva del Papa fin dall’epoca di Sisto IV, vi erano anche degli arazzi preziosissimi tessuti dagli artigiani fiamminghi su disegno di Raffaello e che raccontavano le storie di Pietro e Paolo tratte dagli Atti degli Apostoli. Nella Pinacoteca Vaticana se ne conservano la maggior parte e nella loro bellezza, nonostante il logorio del tempo, continuano a stupire per la loro forza espressiva e la loro originalità di concezione. Questi arazzi abbellivano, nelle solennità maggiori, la parte inferiore della chiesa, lì dove non ci sono gli affreschi e vi sono dipinti dei falsi tendaggi.

Queste opere, che ho avuto il privilegio di vedere una volta esposte nel luogo originale, completano la grande catechesi iconografica della Cappella Sistina. Le storie di Mosè e quelle di Cristo si affrontano nei riquadri delle pareti, opera dei grandi artisti del ’400 come Botticelli, Perugino, Ghirlandaio; nella volta è raffigurata da Michelangelo l’attesa della salvezza, la Creazione, i profeti e gli antenati di Cristo. Più tardi Michelangelo completerà la sua opera con il Giudizio Finale, il ritorno di Cristo e il compimento della storia. Negli arazzi, posti alla base delle pareti, il racconto della Chiesa nascente nella vita degli apostoli Pietro e Paolo mostra il cammino della Chiesa nella storia del mondo, e sembra che dagli arazzi continui a spirare lo Spirito degli Apostoli rendendoci partecipi del loro annuncio pasquale.

19 aprile 2009

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