“Dürer e l’Italia” alle Scuderie del Quirinale
Oltre 200 le opere in mostra fino al 10 giugno. Accanto ai quadri del pittore tedesco anche lavori di artisti italiani di Francesca Romana Cicero
L’esposizione alle Scuderie del Quirinale “Dürer e l’Italia” mira ad evidenziare la reciprocità d’influenza intercorsa fra l’artista tedesco e i maestri del Rinascimento italiano.
Albrecht Dürer (1471 -1528) era originario della città di Norimberga che, pur costituendo un centro all’avanguardia delle ricerche astronomiche e geografiche, mirava a competere in lustro e vetustà con le altre città tedesche di certificata fondazione romana, ostentando in sedi pubbliche monete imperiali e dipinti dedicati a personaggi della storia di Roma.
Figlio di un rinomato orafo di famiglia ungherese, Dürer ebbe interesse per la cosmografia e l’architettura – e in particolare per la scienza delle fortificazioni – non disdegnando i disegni per la scultura e la pittura, e un’attività di designer di corazze e costumi, legando il suo nome soprattutto alle straordinarie abilità di fine incisore.
Determinante per la sua formazione, iniziata nella bottega di Michael Wolgemüt, uno dei più celebri pittori di Franconia, fu un viaggio in Italia conclusosi “nella luce e nei colori di Venezia”, dove i “due rinascimenti d’Europa s’incontrarono nelle persona e nelle opere di Dürer” (Paolucci), aprendo una grande e nuova stagione per la moderna storia delle arti a Nord e a Sud delle Alpi che si tradusse in suggestioni ed influenze destinate ad essere recepite anche da Raffaello e Caravaggio.
In contatto con la “repubblica internazionale dei dotti” e degli esponenti di spicco dell’umanesimo cristiano – da Erasmo da Rotterdam a Luthero e Wilibald Pirckheimer, importante grecista e latinista, che fu amico di Pico della Mirandola, legato all’ambiente dei Neoplatonici fiorentini, dominato da Marsilio Ficino, Dürer fu affascinato dall’arte classica.
Passò dalle garbate prove figurative di gusto tardogotico del suo primo periodo alla piena maturazione di immagini rese in termini chiaramente rinascimentali con l’amore per le proporzioni, la rigorosa applicazione del sistema prospettico, l’attenzione per il dato naturalistico, la reinvenzione di temi religiosi cari alla tradizione, non privi di una sensibilità per l’analisi empirica del reale.
Per la prima volta l’Italia dedica all’artista del Rinascimento tedesco una mostra che ne illustra le peculiarità non solo di incisore (le cui opere rimandano ad una complessità di significati non univoca), ma anche di brillante pittore, acquerellista e disegnatore. Proposte più di 200 opere, tra 20 tele originali, 10 acquerelli, 33 disegni, 58 stampe originali, e 3 dipinti di controversa attribuzione, messi a confronto con altre opere di artisti italiani.
Il percorso è articolato in due sezioni. La prima è dedicata al confronto fra l’opera di Dürer e quella dei più illustri maestri italiani dell’epoca (tra cui Bellini, Mantegna, Leonardo), in cinque sale articolate nelle sezioni “L’arte del ritratto”, “La scoperta della figura umana attraverso l’arte antica”, “Lo studio della natura, delle piante, degli animali e del paesaggio”, “La pittura religiosa” e “I lavori per l’imperatore Massimiliano I”. La seconda sezione mira ad evidenziare l’influenza da lui esercitata sugli artisti italiani coevi e successivi tramite l’accostamento d’alcune sue incisioni e xilografie con opere di Tiziano, Lotto, Raffaello, Bronzino, Caravaggio.
“Dürer e l’Italia”, Roma, Scuderie del Quirinale fino al 10 giugno. A cura di Kristina Herrmann Fiore. Orari: da domenica a giovedì 10.00-20.00; venerdì e sabato 10.00-22.30. L’ingresso è consentito fino a un’ora prima della chiusura. Biglietto: intero euro 10, ridotto euro 7,50.Catalogo: Electa. Per informazioni: tel. 06 39967500.
18 aprile 2007