E la chiamano musica leggera…
di Elisa Manna
Non ho mai condiviso lo snobismo dei presunti intellettuali (non importa di quale orientamento) che disdegnano di prestare attenzione ai contenuti ,ai messaggi delle canzoni,dei concerti da stadio,della musica cosiddetta leggera. Ritengo,al contrario,che queste manifestazioni di cultura di massa siano uno straordinario giacimento di informazioni per chi cerca di capire la società e le sue trasformazioni.
Un paio di anni fa, il Censis nel suo rapporto annuale ,ha riportato i risultati di una content analysis sui testi delle canzoni delle principali rockstar italiane (da Ligabue a Vasco Rossi): bene ,vi si coglieva chiaro l’emergere di una forma di insofferenza nei confronti della nostra società, l’immagine amara di un’Italia bella e abbandonata a se stessa, una sorta di atteggiamento prepolitico che di lì a un anno avrebbe portato nelle piazze gli studenti, smentendo le accreditate analisi sull’apatia giovanile.
Se oggi si guarda al testo della canzone vincitrice di Sanremo, e lo si fa con lo sguardo di chi vuole capire, si scopre che gli italiani non sono poi così “bolliti” come continuiamo a rappresentarli: e sì,ci sarà pure qualcuno che continua a guardare il “Grande fratello”, ma la vittoria “travolgente” del professor Vecchioni con il suo 48% di consensi sta a significare il bisogno diffuso di parole sincere che denuncino senza se e senza me i problemi della realtà in cui viviamo. Di realtà, appunto, e non di reality.
“Chiamami ancora amore”, la canzone che ha vinto Sanremo 2011, è in realtà un testo di forte e vibrata critica sociale, che va ben oltre la logica delle appartenenze. Il professor Vecchioni non si oppone a una parte politica, si oppone a un modello culturale, che minaccia”l’umanità che è così vera in ogni uomo”.
Il poeta che non può cantare, l’operaio che ha perso il lavoro, il giovane senza futuro, i ragazzi e le ragazze che difendono un libro, un libro vero: è la rappresentazione di un Paese che soffre, ma che non rinuncia a pensare.
Al di là dell’appassionata musica che fa volare il testo, è la voglia di guardare in faccia la realtà che vince: e,del resto anche la terza classificata “Amanda è libera” richiama a uno spinoso problema sociale. Senza considerare la sana energia dirompente di una coppia affiatata come Emma e i Modà che ha conquistato il secondo posto.
Un monito per la tv delle veline, del voyeurismo, della spettacolarizzazione del dolore: la cultura di massa può essere altro, emozionare e magari farci pensare, riflettere sulla nostra condizione umana: professor Vecchioni,quanti sono in Italia i professori che le somigliano?
22 febbraio 2011