Festa della mamma/2. Quella conciliazione difficile tra famiglia e lavoro

Il rapporto tra donne e mondo dell’occupazione resta, in Italia. In più, mancano i servizi all’infanzia. E per le mamme la “festa” diventa difficile. I dati in un rapporto di Save the children da Redattore Sociale

Donne licenziate o spinte alle dimissioni a seguito della gravidanza; detenute con bambini in istituto o in attesa di un figlio; maternità depresse che condizionano l’equilibrio psichico della donna e compromettono la relazione mamma-bambino, causate anche dalla mancanza di un adeguato sostegno sociale. Quella delle “mamme” è una festa difficile per molte donne, che non riescono a vivere pienamente la propria condizione di genitore.

Mamme lavoratrici: una conciliazione difficile. In Italia mancano i servizi all’infanzia e il lavoro, se c’è, è a rischio a seguito della gravidanza, con pressioni o dimissioni in bianco. Sono questi gli elementi che spiegano il calo della natalità nel nostro Paese (-15mila nascite tra il 2008 e il 2010). Lo dimostrano i dati della ricerca “Mamme nella Crisi” presentata a settembre del 2012 da Save the Children. Il rapporto donne-lavoro resta uno scoglio: nel 2010 solo il 50,6 per cento delle donne senza figli era occupata (contro la media europea del 62,1 per cento). Dato che scende al 45,5 per cento con l’arrivo del primo figlio, al 35,9 per cento con il secondo e a 31,3 per cento nel caso di 3 o più figli. Tra il 2008 e il 2009 sono state 800 mila le mamme licenziate o spinte alle dimissioni. L’8,7 per cento del totale delle interruzioni di lavoro nel 2009 è avvenuta per costrizione (era il 2 per cento nel 2003).

Quando avere figli è un’impresa. Fare figli diventa davvero un’impresa quando l’autonomia stenta ad arrivare: il 35,6 per cento delle donne nel 2010 e il 36,4 per cento nel 2011 erano inattive e appartenenti alla fascia 25-34 anni. Dei 3 milioni e 855 mila donne fra i 18 e i 29 anni, il 71,4 per cento vive con i genitori. Essere donna, lavoratrice e straniera rende poi tutto più difficile: il primo figlio comporta un aumento dell’indice di deprivazione materiale dal 32,1 per cento al 37 per cento contro il 13,3 per cento e il 14,9 per cento delle madri italiane. Vulnerabili sono anche le mamme sole, i cui figli sono i più esposti al rischio di povertà (28,5 per cento contro il 22,8 per cento della media dei minori in Italia).

10 maggio 2013

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