Gesù al Centro, tra emozioni e dialogo con la città

Si è conclusa la missione dei ragazzi della diocesi, ma il seme gettato nei dieci giorni dell’iniziativa continuerà a dare frutti anche durante l’anno: in calendario incontri nelle scuole di Federica Cifelli

È stato il volto giovane e vivo della Chiesa di Roma che si è messo in gioco, nelle piazze del centro storico, nell’edizione 2008 della missione Gesù al Centro, organizzata dal Servizio diocesano per la pastorale giovanile, conclusa domenica scorsa. Un dialogo con la città articolato in dieci giorni di festa, incontri, testimonianza e preghiera, per condividere almeno un tratto di strada con quei giovani disposti ad ascoltare o a riscoprire l’annuncio di una speranza nuova in Cristo.

«Come cristiani di Roma ci siamo resi presenti e visibili – afferma l’addetto del Servizio diocesano, don Maurizio Mirilli – e i ragazzi che abbiamo intercettato se ne sono accorti». A cominciare da quelli incontrati nelle scuole dai 500 missionari coinvolti in questo impegno di evangelizzazione insieme a 20 seminaristi. «In tutto – racconta don Mirilli – sono stati visitati 13 istituti, con un totale di più di 3mila adolescenti». Con alcuni di loro il cammino continuerà: presidi e insegnanti di religione hanno chiesto al Servizio diocesano di collaborare, dando vita a quella «alleanza educativa» che per il sacerdote è tra i frutti più belli di queste giornate di missione.

Un frutto che si affianca a quello «invisibile maturato nei cuori dei tanti ragazzi che, attirati magari dagli spettacoli di evangelizzazione in piazza Navona, sono entrati in chiesa dopo tanto tempo, a Nostra Signora del Sacro Cuore di Gesù, per l’adorazione eucaristica. E hanno pregato, si sono confessati».

Ma forse più di tutto nel cuore di chi ha partecipato resta il ricordo di quel «silenzio rispettoso» che ha accompagnato lo snodarsi della processione eucaristica di sabato 4 ottobre. O l’ingresso a piazza Navona per la veglia, quando circa 2mila persone si sono alzate in piedi all’arrivo dell’Eucaristia, «compresi i clienti dei ristoranti che incorniciano la piazza». La risposta della città a un annuncio proposto con coraggio e fantasia, nello stile della comunione tra esperienze ecclesiali diverse.

10 ottobre 2008

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