Gli splendidi mosaici di Santa Maria Maggiore

di Marco Frisina

Il ciclo di mosaici di Santa Maria Maggiore rappresenta uno dei tesori più preziosi di questa basilica romana. Il primo ciclo risale alla costruzione della basilica, intorno al 440 al tempo del pontificato di Sisto III e raccontano la storia della salvezza in un susseguirsi di pannelli di straordinaria espressività. Alla fine del 1200 Papa Nicolò IV decise di restaurare e abbellire con altri lavori, sia architettonici che decorativi, l’interno della basilica incaricando dell’opera artisti come il Torriti e Arnolfo di Cambio. Il catino absidale e l’arco trionfale divennero un trionfo di luce e colori in cui si celebrava la Madre di Dio e i misteri della redenzione. Gli episodi della vita della Vergine sono rappresentati con la ieraticità e l’intensità contemplativa tipica delle icone ma con una raffinatezza e una cura dei particolari nuova. L’arte romana del tempo vedeva operare nella città grandi artisti come Torriti e Cavallini, il quale decorava le basiliche di Santa Cecilia e Santa Maria in Trastevere, e poteva vantare una grande tradizione iconografica e stilistica che affondava le sue radici nell’arte romana classica e su quei modelli che erano sotto gli occhi di tutti, ancora visibili nei monumenti antichi che ancora abbellivano Roma. La solennità e l’espressività di questi mosaici ne sono una grande testimonianza e ci mostrano una tradizione che nel secolo successivo proseguì con Giotto e maturò mirabilmente nella straordinaria stagione rinascimentale.

28 dicembre 2009

Potrebbe piacerti anche