Gmg, la penitenziale prima della partenza

Il momento di preghiera presieduto dal cardinale vicario per preparare i giovani romani alle giornate nella Capitale spagnola. Vallini: «Madrid, momento proficuo per la nostra vita» di Nicolò Maria Iannello

Per i giovani romani la XXVI Giornata mondiale della gioventù si fa sempre più vicina. E a poco meno di un mese dal pellegrinaggio a Madrid per incontrare il Santo Padre, che si svolgerà dal 14 al 23 agosto, i ragazzi della diocesi che partiranno hanno vissuto ieri sera (mercoledì 20 luglio) un momento di meditazione in San Giovanni in Laterano. Una liturgia penitenziale, presieduta dal cardinale vicario Agostino Vallini, divisa in due momenti: la liturgia della Parola e la confessione individuale. Ad animare il momento di preghiera è stato il coro della diocesi di Roma diretto da monsignor Marco Frisina.

«La tappa di stasera- afferma il cardinale rivolgendosi ai numerosi giovani presenti- dà inizio a Madrid», definendo il viaggio verso la Capitale spagnola «un autentico pellegrinaggio, ossia un tempo di distacco dagli impegni quotidiani per disporre il cuore all’incontro con il Signore attraverso l’esperienza dell’essenzialità, della fatica, dell’incontro con i fratelli».

Ricordando poi il tema della XXVI edizione, ovvero “Radicati e fondati in Cristo, saldi nella fede”, il cardinale Vallini entra nel vivo della meditazione. Al centro alcuni interrogativi su cui invita i giovani a riflettere «in quel tempo di grazia che ci separa da Madrid, una luce in quest’estate che ci dia un orientamento per crescere». E le domande che il cardinale rivolge ai ragazzi prendono spunto dalla pericope del Vangelo del giorno, quella che racconta la parabola del seminatore: «Dio prende l’iniziativa di gettare dei semi, ma qual è la nostra risposta? Sono un terreno fecondo o sono un terreno sassoso?»

Madrid, nelle parole del cardinale, è «un’occasione per rivedere la nostra vita, un tempo proficuo per la nostra fede». La Giornata della gioventù, poi prosegue, può essere vissuta come «un’esperienza quotidiana o come un’avventura, e magari può coincidere anche con un momento aspro della fede, ma deve interrogarci: «In che direzione sto andando nella mia vita?»

Domande che il cardinale fa anche alla luce dei tempi presenti, quando «dal mondo proviene lo sconforto». Ma rassicura i giovani parlando loro della fedeltà di Dio, esortandoli a «non scoraggiarsi perché Cristo è risorto, è la stella polare, e stabilisce un’alleanza nuova».

Dopo la riflessione sul Vangelo è iniziato il secondo momento della liturgia: la meditazione individuale per prepararsi alla confessione che, precisa il cardinale vicario, è «liberazione interiore e speranza». Ad impartire il rito della riconciliazione sono stati circa ottanta sacerdoti che, disponendosi nelle navate della cattedrale, hanno accolto i giovani penitenti.

Quindi la conclusione con l’augurio del cardinale Vallini ai giovani di vivere «un tempo proficuo» e l’annuncio che sarà lui a tenere una delle tre catechesi programmate per i romani.

21 luglio 2011

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