I mosaici di Santa Prassede e la fede della Chiesa
di Marco Frisina
L’edificazione della basilica di Santa Prassede risale al V secolo e fu ricostruita, così come noi la vediamo, nel 780 da Papa Adriano I. La chiesa sorge sulla memoria di Prassede, sorella di Pudenziana, le due sorelle martirizzate per aver nascosto dei cristiani nella loro casa, figlie di quel Pudente che la tradizione vuole essere uno dei primi convertiti a Roma da parte di San Paolo. Gli splendidi mosaici che la adornano furono commissionati da Papa Pasquale I intorno all’anno 822: quello absidale e dell’arco trionfale raffigura il ritorno di Cristo e l’adorazione dell’Agnello. Quello che viene considerato il Rinascimento Carolingio fu una stagione molto importante per l’arte sacra. Il ritorno all’antico, all’arte dei primi secoli cristiani e nello stesso tempo l’impulso verso il nuovo, come continuità con l’antica tradizione iconografica, ha donato capolavori straordinari all’architettura e alle arti figurative cristiane. Le raffigurazioni di questo genere mostrano la fede pasquale della Chiesa, il catino absidale segna la direzione del cammino, il senso di marcia la cui meta è Cristo risorto, Colui che dice: Io vengo presto. L’arte e la fede, la fantasia immaginifica e la teologia liturgica si fondono insieme in un’unica realtà. L’Agnello ritto e immolato che sormonta Cristo trionfante raffigura la speranza della Chiesa. Gli sconvolgimenti della storia possono turbare l’animo dei credenti ma la fede nel ritorno di Cristo è la sicurezza che alla fine l’amore di Dio trionfa.
27 aprile 2009