I Rabbini d’Italia condannano l’«orrendo omicidio» del giovane palestinese
In un comunicato diffuso da “Pagine Ebraiche 24” il ripudio del «gesto criminoso radicalmente contrario alla morale ebraica» e l’invito alla ricerca della versità, «indispensabile per chiunque desideri la pace» di R. S.
Una condanna «nella forma più categorica». L’Assemblea dei Rabbini d’Italia reagisce così all’«orrendo omicidio del giovane ragazzo arabo Muhammed Abu Khedir», esprimendo «sentimenti di partecipazione al dolore e al lutto dei familiari». È quanto si legge in un comunicato diffuso ieri, lunedì 7 luglio, attraverso il notiziario quotidiano Ucei “Pagine Ebraiche 24”. «Questo criminoso gesto – scrivono i rabbini – è del tutto estraneo a qualsiasi insegnamento biblico e rabbinico e appare legato a rivendicazioni di indiscriminata vendetta, che ripudiamo come radicalmente contrarie alla morale ebraica».
Ancora, il Consiglio dell‘Assemblea dei Rabbini d‘Italia esprime anche «fiducia che le competenti autorità israeliane possano chiarire non solo le precise dinamiche del crimine ma anche l’eventuale contesto ideologico e sociale che potrebbe averlo maturato». Poi auspica che «anche in ambito palestinese possa manifestarsi un atteggiamento di repulsione nei confronti di analoghi gesti, che portano allo spargimento di sangue di innocenti, a qualsiasi parte essi appartengano, e si verifichi pari disponibilità a ricercare coloro che se ne rendono responsabili».
Nella nota del Consiglio dell’Assemblea si indica la «ricerca della verità» come «componente indispensabile per chiunque sinceramente desideri la pace». Inevitabile la preoccupazione per le «gravi notizie che giungono da Israele»: di qui l’invito alla preghiera «affinché le grandi sofferenze patite in questi giorni possano rivelarsi quali dolorose “doglie”, capaci non solo di mettere fine all‘attuale spirale di violenza ma di schiudere un nuovo spiraglio di speranza per un‘autentica pace».
8 luglio 2014