Il Borromini e l’armonia di Sant’Ivo alla Sapienza
di Marco Frisina
Tra i capolavori barocchi di Roma un posto particolare lo occupano le opere del Borromini, che con la sua genialità e originalità ha dato alla fede cristiana nuove visioni e suggestioni: tra queste meraviglie borrominiane c’è certamente Sant’Ivo alla Sapienza. La chiesa fu concepita dall’architetto con il desiderio di voler esprimere il mistero della Sapienza di Dio che illumina le strade degli uomini, celebrandone l’armonia e la perfezione. Il compito si rivelò arduo perché il cortile su cui si affaccia la chiesa era già stato realizzato da Giacomo della Porta e quindi lo spazio era obbligato e ristretto. Partendo dall’idea del triangolo, allusivo alla Trinità, Borromini costruisce uno spazio affascinante e movimentato tutto iscritto in un cerchio immaginato che raccoglie il doppio triangolo della struttura architettonica. La cupola, che sormonta l’edificio, segue il profilo generato dal triangolo e dalle piccole absidi, poggiando direttamente sui contorni dell’edificio e creando quindi per i costoloni della struttura forme particolari e irregolari. Il tutto è sormontato dalla lanterna a forma di chiocciola che si inerpica fino in cima, dove arde una fiamma, simbolo della luce e del fuoco della conoscenza divina che si irradia, come da un faro luminoso, dall’alto della chiesa. La bellezza e l’armonia di questa architettura ci rimanda al senso della sapienza cristiana che è l’esercizio del pensiero umano posto a servizio della verità e della bellezza che vengono da Dio.
8 febbraio 2009