Il candelabro a San Paolo: luce per il popolo redento
di Marco Frisina
Nel lato destro della basilica di San Paolo c’è un capolavoro scultoreo che spesso passa inosservato al visitatore preso dalla suggestione dello spazio vastissimo dell’aula e dalla preziosità delle decorazioni; ma conviene fare attenzione a questa stupenda testimonianza d’arte e di fede della fine del XII secolo. Il candelabro che sostiene il cero pasquale porta in sé una simbologia importante legata al canto dell’Exultet e all’accensione della luce del cero: la luce di Cristo che scaturisce dal Mistero Pasquale e squarcia le tenebre. La colonna di luce, guida di Israele nel deserto ed ora guida del popolo redento in cammino verso Cristo, è rappresentata dal candelabro che si innalza con la sua fiamma a illuminare l’assemblea liturgica. Nelle fasce scolpite viene narrata la Passione di Cristo e la sua Risurrezione e Ascensione, chi osserva le sculture sale, fascia dopo fascia, verso l’alto fino a contemplare il Risorto e il cero pasquale che con la sua luce lo simboleggia. La base del candelabro rappresenta il mondo del peccato, la prostituta di Babilonia tra bestie simboliche, mentre i registri centrali ci mostrano la vittoria di Cristo sul male e sul peccato, grazie alla sua offerta d’amore nel mistero Pasquale. Avvicinandoci alla celebrazione della Quaresima è bello sollevare il nostro sguardo verso Cristo luce di salvezza, è bello soffermarsi a considerare la nostra fede affinché il nostro cammino riacquisti entusiasmo e il nostro cuore speranza in Cristo luce del mondo.
15 febbraio 2009