Il cardinale Ruini: cristiani «propulsivi e risanatori»

Il porporato ha messo in guardia dal rischio «di pensare che l’unica conoscenza valida sia quella che può essere misurata e verificata

«Accettare che l’uomo sia solo una particella della natura, o mantenere l’assunto iniziale che egli è immagine di Dio?». È questo il «grande bivio» di fronte al quale si trova l’umanità. A ricordarlo, giovedì 24 aprile a Bibione (Venezia), il cardinale Camillo Ruini, vicario del Papa per la diocesi di Roma e presidente del Comitato Cei per il progetto culturale, intervenuto al primo Forum dei «Portaparola», promosso da Avvenire sul tema «Nuovi protagonisti per le comunità e i mass media».

Un «bivio» che sta sullo sfondo della questione antropologica, la quale non è certo recente, «poiché l’uomo da sempre si pone domande riguardo a se stesso», ma oggi assume «una nuova dimensione» che si rifà alla conoscenza scientifica e alla sua pretesa di avere un valore assoluto. Il porporato ha messo in guardia dal rischio «di pensare che l’unica conoscenza umana valida sia quella che può essere misurata e verificata scientificamente». Così, infatti, «Dio uscirebbe dall’orizzonte della conoscenza e, in un certo modo, pure l’uomo». Infatti, ad essere esclusa sarebbe «la sua soggettività, in quanto non misurabile e verificabile, e l’uomo finirebbe per essere ridotto a oggetto».

Il cardinale Ruini ha dunque richiamato la responsabilità dei cristiani a «orientare» questo processo antropologico, ricordando come Papa Benedetto XVI abbia più volte esortato a «rifiutare una razionalità solo scientifica e tecnica, riconoscendo il valore di una razionalità umana che non perda di vista i grandi interrogativi della vita».

«Non possiamo rassegnarci», ha ammonito, a quel «profondo disagio» che vive oggi ogni uomo, e colpisce in particolare le fasce giovanili, originato da «una dicotomia che vede da una parte una razionalità scientifica che si assolutizza e tende a spersonalizzare l’uomo, dall’altra un impulso profondo ad affermare la centralità dell’uomo, la sua libertà e i suoi diritti». La soluzione, però, non sta nel «tornare indietro», ma nel «superare dal di dentro questa divisione», facendo in modo che «il modello scientifico non espunga la questione dei valori, dell’unicità della vita, della dignità di ogni essere umano, e in fin dei conti la questione di Dio». «Compito dei cristiani – ha sottolineato il cardinale Ruini – non è essere di freno, ma propulsivi e risanatori, per sanare cioè quella ferita profonda che c’è nell’uomo di oggi».

28 aprile 2008

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