Le opere recuperate dalle forze dell’ordine

“La felicità di un ritorno”: a Castel Sant’Angelo, la mostra del patrimonio acquisito da Carabinieri, Guardia di Finanza e Polizia di Francesca Romana Cicero

Da 27 anni una fitta trama di memorie – sottratte all’incolore mondo clandestino delle illecite acquisizioni dall’Arma dei Carabinieri, Guardia di Finanza e Polizia di Stato -, tesse compiaciuti stupori per l’importanza e la bellezza dei ritrovamenti, unitamente all’interesse per le vicende investigative, condotte in Italia e all’estero, che ne hanno permesso il recupero, e al rinnovato auspicio che nulla del nostro patrimonio artistico possa essere disperso.

Al Museo Nazionale di Castel Sant’Angelo le ragioni della mostra “La felicità di un ritorno” – nella quale s’incrociano i destini di opere di epoca e tipologia diversa che attendono di essere restituite ai Musei e Collezioni private d’appartenenza –coincidono con l’obiettivo delle Forze dell’Ordine di educare al rispetto e all’amore del nostro patrimonio, alla cui tutela, accanto alla compagine di studiosi e tecnici specializzati, siamo tutti chiamati. “Obiettivo – come ha precisato il Dott. Giuseppe Lepore, Direttore del Centro Europeo del Turismo, ente organizzatore della mostra-, del lavoro silenzioso, ma determinato, dell’azione di recupero è consentire che la ricchezza di tale patrimonio sia goduto dalle generazioni presenti e si conservi per quelle future, verso le quali abbiamo l’obbligo di lasciare in eredità le testimonianze del nostro passato e del presente”.

Recuperare, recuperare per tramandare, dunque. Felici di condividere con le Forze dell’Ordine un gradito ritorno per l’Italia e l’umanità tutta. Oltre ad una selezione di reperti archeologici, il visitatore può ammirare, tra le altre opere, una campionatura di stoffe copte della collezionista svedese “Tov Alm”, recupero forzoso al termine di un contenzioso in atto dal ‘75 tra il Ministero dei beni culturali e ambientali e un privato; e la testa marmorea di Faustina Maggiore (105-141 d. C.), raffinata opera di botteghe romane rinvenuta nella colonia di Minturno, testa individuata sul mercato antiquario di New York nel novembre 2007, e recuperata a seguito di un’intensa attività diplomatica tra l’autorità Giudiziaria di Roma e quella statunitense. La restituzione dell’opera al sito di provenienza segnerà il ritorno dell’Imperatrice nella città che – rinnovata urbanisticamente da Adriano – con la dinastia degli Antonini fu riccamente adornata di marmi orientali e africani.

Si segnala inoltre il prezioso manoscritto in cartapecora di 150 pagine – datato intorno al 1770 -, trafugato nel 2003 presso la Confraternita di S.Maria della Croce di Campobasso durante i lavori di restauro e messo in vendita su e-bay; e i dipinti “Costruttori” di Carlo Carrà, “Simboli del lavoro” di Gino Severini, e “Interno di fabbrica” di Emilio Vedova della collezione Verzocchi, sottratti durante la Triennale di Milano; “L’Aigle, la Laie et la Chatte” di Marc Chagall e “Ritratto di Mario Valentini” di Andy Warhol. Al tradizionale percorso espositivo, si affianca quest’anno una sezione dedicata ai falsi, le cui origini sono attestate già nel medioevo. Falsi che incidono sulle quotazioni economiche e ‘confondono’ la stessa storia dell’arte. L’esposizione, versatile nei pezzi, rientra nell’ambito della Mostra Europea del Turismo e delle Tradizioni Culturali.

“La felicità di un ritorno. Recuperare per tramandare”, c/o Museo di Castel Sant’Angelo, Lungotevere Castello, 50. Fino al 29 giugno 2008. Catalogo: Gangemi editore, euro 28. Biglietto: 5 Euro. Orario: tutti i giorni dalle 9 alle 20; chiuso il lunedì. Informazioni: telefono: 06.6819111.

29 aprile 2008

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