Il “grazie” della Comunità di Taizè a Roma
Al termine del 35° Incontro europeo che ha portato nella Capitale 32mila giovani i religiosi della comunità francese esprimono gratitudine per l’accoglienza ricevuta. Il 19 gennaio l’ultima preghiera a Ognissanti di F. Cif.
Va anzitutto alle parrocchie, ai sacerdoti, alle comunità religiose e alle migliaia di famiglie che hanno aperto le porte delle loro case all’accoglienza dei giovani pellegrini il “grazie” della Comunità di Taizé. Al termine del 35° Incontro europeo (FOTO) che dal 28 dicembre al 2 gennaio ha portato nella Capitale circa 32mila ragazzi provenienti da tutta Europa e anche da altri continenti, appartenenti a diverse tradizioni cristiane, la comunità francese fondata da frère Roger nel 1940 «desidera esprimere la sua profonda gratitudine a tutti coloro che hanno reso possibile l’organizzazione dell’incontro», di legge in un comunicato. E una menzione speciale va «al Vicariato e al cardinale Vallini per la calorosa accoglienza e l’impegno. Con il sostegno di tutti, questo incontro è stato un evento colmo di gioia e di speranza».
I giovani pellegrini si sono ritrovati con più di 10mila italiani per 6 giorni di preghiera e condivisione. «In quest’Anno della Fede – scrivono i religiosi -, l’incontro ha permesso ai giovani partecipanti di fare un pellegrinaggio alle sorgenti della fede e della carità nella città che da duemila anni trasmette il tesoro ricevuto dalle mani degli apostoli». Grazie anche all’impegno dei tanti giovani romani «che hanno lavorato senza sosta per diversi mesi», ai «responsabili politici della città e dello Stato» e a «tutti i servizi che hanno sostenuto con il loro lavoro l’incontro».
Un gruppo di fratelli e volontari, fanno sapere dalla Comunità, resterà ancora due settimane nella Capitale per incontrare le famiglie e le comunità che hanno accolto i giovani pellegrini. Per tutti l’ultimo appuntamento è per sabato 19 alle 17 nella parrocchia di Ognissanti, sulla via Appia Nuova, dove si terrà una preghiera di ringraziamento «per il bell’incontro vissuto». Tutti i romani, i giovani, le famiglie, le comunità religiose «sono invitate calorosamente a partecipare».
4 gennaio 2013