Il mondo sottosopra di Chagall
Al Museo dell’Ara Pacis in mostra 140 opere, tra dipinti e disigni, del maestro di Vitebsk. Personaggi e oggetti dalle forme illogiche fluttuano in un mondo irreale e fantasioso di Francesca Romana Cicero
«Mi tuffo nelle mie riflessioni e volo al di sopra del mondo». È questa la chiave di lettura dell’esposizione “Chagall. Il mondo sottosopra” al Museo dell’Ara Pacis e di tutta l’opera del maestro di Vitebsk (1887 – 1985).
La rassegna – il cui allestimento rivela un carattere un po’ disomogeneo – si articola in un percorso teso a ricostruire le visioni oniriche di Chagall che amava rispecchiarsi in un suo simile «al contrario» per sottolinearne il movimento. In mostra circa 140 opere tra dipinti e disegni, alcuni dei quali inediti, provenienti da collezioni private, dal Musée National D’art Moderne Centre Georges Pompidou e dal Musée National Marc Chagall di Nizza. Opere nelle quali, tra improbabili spazi e personalissime architetture, personaggi, animali ed oggetti dalle forme illogiche osano sfidare le leggi di gravità per librarsi in un mondo irrreale e dolcemente fantasioso. Un mondo magico nel quale abbandonarsi ad audaci acrobazie circensi (soggetto molto amato dall’artista), un mondo che costituisce per ognuno un’apertura al sogno.
Innamorati, profeti, violinisti, rabbini e la sua amata Bella colorano e sconvolgono le dimensioni e le forme del reale – differente da quello pregno di non-senso dei surrealisti – con uno stile inconfondibile. Stile che, sebbene non convenzionale, non risulta mai essere rigidamente allegorico, pur essendo ispirato e fortemente ancorato alle sue origini russe, e in particolare a una tradizione di stampe popolari coloratissime, alla religione ebraica e alle sollecitazioni novecentesche degli artisti a lui contemporanei.
Il pittore che «ha saputo coniugare la luce di Matisse con la forma plastica di Picasso», desiderando non conformarsi ad alcuna scuola o movimento esistenti, ha immaginato un mondo unico, in volo, «sottosopra», ispirandosi talvolta anche a catastrofi e tragici sconvolgimenti della storia collocati in una dimensione «altra».
Nelle tele di Chagall, uno dei più grandi coloristi del ‘900, il candelabro a sette braccia è sempre acceso, e talvolta posto acconto a Cristo crocefisso. Cristo non rappresentato secondo l’iconografia tradizionale ortodossa nella «gloria di Dio», bensì come un ebreo russo sofferente. Del resto, secondo gli insegnamenti di un rabbino di Vitebsk, la gioia coabita con un cuore spezzato.
“Chagall. Il mondo sottosopra” c/o Museo dell’Ara Pacis, Lungotevere in Augusta, angolo via Tomacelli. Fino al 27 marzo 2011. Curatori: Maurice Fréchuret, Elisabeth Pacoud-Rème. Catalogo: Silvana Editoriale. Orari: da martedì a domenica dalle 9 alle 19 (ingresso consentito fino alle 18). Biglietti: intero 10 euro; ridotto 8 euro. Informazioni: 060608 (tutti i giorni dalle 9 alle 21).
11 gennaio 2010