Il pallone alla radio, la magia di una fiaba

Intervista ad Alfredo Provenzali, storica voce di “Tutto il calcio minuto per minuto”, che ha festeggiato i 50 anni di trasmissioni. «Siamo una vera squadra» di Daniele Piccini

Ameri, Ciotti, Moretti, Giobbe, Pasini, Martellini, Bortoluzzi, Ferretti, Provenzali, Luzzi, Gismondi… Sembrerebbe la formazione di una squadra di calcio. Non è proprio così. Anche se squadra lo erano senz’altro e di calcio, con cuffia e microfono, ne hanno parlato per anni. Cinquanta, per l’esattezza, proprio l’età della trasmissione di Rai Radio 1 “Tutto il calcio minuto per minuto”, che domenica scorsa (10 gennaio) ha compiuto appunto il suo cinquantesimo compleanno. «Il concetto di squadra – spiega Alfredo Provenzali, nello storico team di giornalisti che dette vita alla fortunata trasmissione, oltre che suo attuale conduttore – si è imposto subito dalle prime puntate. “Tutto il calcio minuto per minuto” è una trasmissione in cui se ciascuno non lavora per gli altri, come nel calcio, tutto va a scatafascio. Certo, ciascuna individualità era altamente professionalizzata: tutti, prima di fare giornalismo sportivo si erano occupati di cronaca, nera e giudiziaria».

Qual è il segreto di una trasmissione così longeva? Oggi, se un format non funziona e non ottiene lo share auspicato, viene abbandonato alla prima puntata, altro che arrivare a cinquant’anni…
Il metodo era semplice: sfruttare tutte le potenzialità dello strumento radiofonico, che è un mezzo di comunicazione insostituibile, che fa lavorare l’immaginazione. Ora, la radio in quegli anni era già molto apprezzata dagli italiani. A questo abbiamo sommato il calcio, che è lo sport più amato nel nostro Paese. Così abbiamo raggiunto la formula della passione, elevata al quadrato.

Ascolto e immaginazione. Ma non le sembra che la pay tv di oggi, che porta comodamente a casa, davanti al divano, tutti gli stadi del mondo, vada nella direzione esattamente opposta?
Questo è molto vero e su tale argomento si è detto tanto. Eppure l’ascolto ha ancora una grande forza. Pensiamo a un bambino di oggi, che praticamente nasce con il videogame in mano e prestissimo impara a usare tv e computer. Se fa i capricci, basta che la nonna gli racconti una fiaba, per fargli spalancare la bocca dallo stupore e tranquillizzarlo. Ecco, la radio ha la magia di questi vecchi metodi.

Vecchio sì, ma anche rivoluzionario. Non è stata proprio “Tutto il calcio minuto per minuto” a introdurre nel giornalismo radiotelevisivo la formula, ormai di uso comune, dell’inviato che interrompe in diretta la trasmissione da studio?
Infatti. Fu Enrico Ameri il primo ad apportare questa innovazione. All’inizio non c’erano interruzioni: ogni campo aveva i suoi minuti di cronaca. Poi nel 1961 (il 31 dicembre, ndr) Enrico interruppe la trasmissione da studio per annunciare la vittoria della Roma sull’Inter a San Siro, grazie al gol a dieci minuti dal triplice fischio, di Pedro “Piedone” Manfredini. “C’è una notizia clamorosa…”, disse interrompendo il collega che coordinava i collegamenti dallo studio. Era l’inizio di tutto.

Prima però c’era stato il rodaggio alle Olimpiadi di Roma…
Già, è vero. Fu infatti ai Giochi del 1960 che collaudammo la formula “minuto per minuto”. Prima ogni cronista parlava del suo sport, con un servizio, non in diretta. Alla vigilia delle Olimpiadi Guglielmo Moretti, allora caporedattore, voleva portare anche in Italia questa ricetta che aveva visto applicare in Francia nel rugby. All’inizio non gli dettero credito. Ma poi, proprio per Roma 1960, furono approntati quella squadra di cronisti e quel metodo, poi riutilizzati in “Tutto il calcio minuto per minuto”.

Secondo lei questo spirito di squadra c’è ancora nelle trasmissioni radiotelevisive?
Nella nostra senz’altro sì. Spesso capita che un nostro cronista, che segue una partita il cui risultato è già al sicuro, che so, diciamo sul 3-0, ceda i suoi minuti di collegamento a un altro. Questo è una rarità in un ambiente spesso fatto di “prime donne”. Allora sa che le dico? Che mi tengo cara la mia trasmissione, “Tutto il calcio minuto per minuto”.

13 gennaio 2010

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