Il Papa agli ospiti dei centri Caritas: «Vi porto nel mio cuore»

Francesco risponde con una lettera inviata a monsignor Feroci al messaggio di benvenuto dei poveri assistiti nelle strutture diocesane: «Sono a vostra disposizione. Fraternamente, Francesco» di F. Cif.

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«Sappiate che vi porto nel mio cuore e che sono a vostra disposizione». Sono parole cariche di affetto quelle con le quali Papa Francesco risponde agli ospiti dei centri Caritas che lo scorso 27 marzo gli avevano indirizzato un messaggio di benvenuto, consegnatogli poi dal direttore della Caritas diocesana monsignor Enrico Feroci nel pranzo del Giovedì Santo che il Santo Padre aveva voluto condividere con 7 sacerdoti romani.

«Nella nostra situazione di disagio – scrivevano le persone assistite dalla Caritas nei diversi centri romani – possiamo osservare e sperimentare in prima persona l’importanza di un gesto di solidarietà, di quanto dia conforto un abbraccio, una stretta di mano, e all’opposto quanto feriscano l’indifferenza o anche il fastidio che trasmettono certi sguardi e atteggiamenti per il nostro essere diversi». Quindi ricordavano la sera dell’elezione al soglio di Pietro, quando Francesco, affacciato al balcone, chiedeva a tutti di pregare per lui. «Sia certo – continuava la lettera – che la nostra preghiera la accompagnerà continuamente, mai le mancherà la nostra vicinanza così come sarà costante il nostro ringraziamento al Signore per averci donato una persona come lei».

Gratitudine, nella risposta del Papa inviata a monsignor Feroci, «per il vostro gesto di vicinanza e di affetto». E anche «perché pregate per me. Vi invito a continuare a farlo – scrive Francesco – poiché ne ho molto bisogno». Quindi, insieme all’augurio di un santo tempo pasquale, l’affidamento alla protezione della Vergine Maria. «È molto bello vedere il nostro vescovo che ci conferma la sua vicinanza nella preghiera – commenta monsignor Feroci -. Ieri sera ho letto il messaggio agli ospiti della Mensa e dell’Ostello. Eravamo tutti emozionati alle sue parole, quando dice “Sono a vostra disposizione”. Accogliamo questa “disponibilità” con gratitudine e riconoscenza». Conservando nel cuore il saluto del Papa: «Fraternamente, Francesco».

11 aprile 2013

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