Il Papa: «La tratta di esseri umani, crimine contro l’umanità»

Indirizzato da Francesco un messaggio all’Ilo, l’organizzazione delle Nazioni Unite dedicata al lavoro: «Rafforzare le forme esistenti di cooperazione e stabilire vie nuove per accrescere la solidarietà» di R. S.

Nel suo messaggio all’Ilo, l’organizzazione delle Nazioni Unite che si occupa di lavoro, per la sessione che si è aperta oggi, mercoledì 28 maggio, a Ginevra, Francesco ha usato parole chiare e forti contro quel «lavoro fatto da schiavi» che nel nostro mondo è diventato ormai «moneta corrente». Questo, ha scritto «non può continuare!».

Un grido, quello del Papa, che torna a ripetere che «la tratta di esseri umani è una piaga, un crimine contro l’intera umanità. È giunto il momento di unire le forze e di lavorare insieme per liberare le vittime di tali traffici e per sradicare questo crimine che colpisce tutti noi, dalle singole famiglie all’intera comunità mondiale». Francesco ha invitato quindi a «rafforzare le forme esistenti di cooperazione» e a «stabilire vie nuove per accrescere la solidarietà».

Tutto ciò, nelle parole del Papa, richiede «un rinnovato impegno a favore della dignità di ogni persona; una più determinata realizzazione degli standard internazionali sul lavoro; la pianificazione per uno sviluppo focalizzato sulla persona umana quale protagonista centrale e principale beneficiario; una nuova valutazione delle responsabilità delle società multinazionali nei Paesi dove esse operano, includendo i settori della gestione del profitto e dell’investimento; e uno sforzo coordinato per incoraggiare i governi a facilitare gli spostamenti dei migranti a beneficio di tutti, eliminando in tal modo la tratta di esseri umani e le pericolose condizioni di viaggio».

28 maggio 2014

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