Il Rosario nelle Grotte Vaticane

Un gruppo di giovani, accompagnato dai cardinali Ruini e Dziwisz, ha pregato davanti alla tomba di Papa Wojtyla

Il cardinale Camillo Ruini ha presieduto nella serata di mercoledì 2 aprile, terzo anniversario della morte di Giovanni Paolo II, la recita del Rosario nelle Grotte Vaticane, davanti alla tomba del compianto Pontefice. Un’iniziativa cui ha partecipato un gruppo di giovani, per iniziativa dei Servizi nazionale e diocesano per la pastorale giovanile. Alla recita di ogni Mistero, il cardinale Angelo Comastri, arciprete della basilica di San Pietro, ha offerto una meditazione, incentrata sulla testimonianza di Papa Wojtyla. Alle 21.37, i presenti si sono raccolti in una breve sosta silenziosa, proprio nell’ora della morte di Giovanni Paolo II.

«La certezza profonda dell’unione con Dio in Gesù Cristo: questo era il segreto della vita e della testimonianza di Giovanni Paolo II», ha detto il cardinale Camillo Ruini introducendo la preghiera. «Questa era l’origine della sua capacità di amare, come della sua capacità di soffrire. Questa certezza lo ha sostenuto fino alla fine».

Al termine, l’intervento del cardinale Stanislaw Dziwisz, che è stata per 40 anni la persona più vicina al Papa polacco: «Siamo qui come tre anni fa – ha detto – per stare con lui, e vi ringrazio». Il porporato si è poi rivolto direttamente a Giovanni Paolo II, chiedendogli di «vegliare sulle nostre preoccupazioni e sulle nostre speranze. Tu non ci hai mai lasciati. Il tuo servizio alla Chiesa continua». L’arcivescovo di Cracovia ha quindi concluso con alcune parole in polacco, salutando le migliaia di persone raccolte in preghiera a Cracovia e collegate grazie alla televisione con le Grotte Vaticane.

3 aprile 2008

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