Il Sacro Cuore grande segno dell’amore di Gesù Cristo

di Marco Frisina

Pompeo Batoni è un artista di primo piano del ’700 romano: la sua grandissima tecnica, cresciuta alla scuola dei pittori rinascimentali, gli permise di realizzare un linguaggio pittorico aulico e nello stesso tempo realistico, come dimostra il gran numero di ritratti che si affiancano alla produzione delle grandi tele storiche e mitologiche. Eppure la sua opera più conosciuta è un’immagine tanto diffusa nella devozione della Chiesa da far passare in secondo piano il suo autore: si tratta del Sacro Cuore nella Chiesa del Gesù. Questa raffigurazione fu realizzata su richiesta dei padri Gesuiti nel 1767 e fu dipinta su rame, per renderne più agevole il trasporto. Erano anni particolarmente turbinosi per l’ordine dei Gesuiti, soppresso, sotto la pressione di alcune potenze europee, da Clemente XIV nel 1773. In questi tempi difficili Batoni riuscì a dipingere un’immagine che esprimeva la devozione del Sacro Cuore in modo efficace. «Il cuore che tanto ha amato gli uomini» viene offerto da Gesù all’orante, Cristo Redentore mostra agli uomini il suo cuore, segno palpitante del suo amore e della sua umanità unita alla persona divina che con la sua offerta Pasquale ci ha salvati. Spesso è stata criticata la eccessiva delicatezza di Gesù, dipinto secondo il gusto e la galanteria settecentesca, eppure l’intensità di quella iconografia permane e riesce ancora a colpire la nostra anima che si sente attratta da quel gesto pieno d’amore e di misericordia.

14 giugno 2009

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