Il «Vaticano 2» e i grandi nomi della residenza per l’estate
di Marco Frisina
Le residenze del Papa sono caratterizzate dall’intreccio straordinario tra storia e arte, tra spiritualità e vicende che le hanno viste protagoniste e che ne hanno segnato la realizzazione. I grandi artisti che lavorarono a Roma in tutte le epoche dai primi secoli fino ad oggi, donarono a questi luoghi un tocco inconfondibile che noi ormai siamo abituati a vedere e a gustare ma che sono testimonianza viva di una presenza della grande arte a servizio della Chiesa. In questo periodo estivo il Santo Padre trascorre il suo tradizionale periodo di riposo nella residenza estiva di Castel Gandolfo. Dista solo una ventina di chilometri da Roma eppure pochi romani conoscono il palazzo e la sua storia e le opere d’arte che questa residenza custodisce. Pochi sanno che nei giardini del palazzo pontificio si trovano i resti della Villa romana di Domiziano, sul cui impianto fu edificato il palazzo da Carlo Maderno, agli inizi del ’600. Papa Urbano VIII ampliò l’antico borgo medievale che circondava il palazzo e sistemò i giardini. Più tardi, a partire dal 1660, Alessandro VII abbellì ancor più la residenza affidando al Bernini la progettazione della chiesa di San Tommaso di Villanova e la fontana della piazza antistante creando un luogo armonioso e tranquillo. La bellezza naturale del lago e della sua aria mite fanno da cornice alla presenza del Papa e alla sua parola e toccano il nostro cuore compiendo il piccolo miracolo di trasformare questo luogo semplice in un’altra piazza San Pietro.
6 settembre 2009