In mostra due imperi: l’Aquila e il Dragone

A Palazzo Venezia Roma e la Cina a confronto nell’esposizione che raccoglie oltre 400 capolavori, in un arco temporale compreso tra il il II sec. a.C. e il IV d.C. di Francesca Romana Cicero

I confini dell’impero romano e la via della seta si avvicinano e confrontano per la prima volta in un’esposizione museale nei saloni monumentali di Palazzo Venezia. Nell’anno culturale della Cina una mostra di 400 capolavori, in un arco temporale compreso tra il II sec. a.C. e il IV d.C., ripercorre il sorgere e lo sviluppo dei due imperi, mettendone in risalto aspetti di vita quotidiana, il culto (incluso quello funerario), l’economia e la società. Confronto che avviene, nel rispetto delle differenze di contesti culturali, esperienze ed organizzazione stessa degli imperi, distribuendo le opere in due sezioni distinte.

Ai due imperi, caratterizzati da simili livelli di evoluzione, furono tuttavia, comuni le esigenze d’amministrare vastissimi territori, d’assicurare la difesa dei confini e la stabilità interna, e soddisfare i basilari bisogni materiali, culturali e spirituali delle popolazioni La sezione romana, cara al visitatore per la riconoscibilità e armonia delle forme classiche e per le conoscenze storiche, precede quella dedicata alla Cina, che presenta una selezione di tesori risalenti alle dinastie Qin e Han. Dinastie che manifesteranno entrambe sentimenti di stima per Roma, definita la “Daqin” ovvero la “grande Qin” dai probi cittadini.

Alla dinastia Qin, che regnò 15 anni, è legata la figura del primo augusto imperatore cinese che, eliminando retaggi feudali e potentati locali, annientò le barriere esistenti tra le diverse aree regionali, unificando, sia pure con misure dispotiche, il paese. Ad essa seguì la dinastia Han che regnò per quattro secoli grazie ad una politica più tollerante. Entrambe le dinastie rappresentano lo spirito innovativo della Cina che ambiziosamente, con l’ingegno che l’ha sempre caratterizzata sin dall’antichità, impegnata a combattere gli invasori stranieri e a sviluppare le risorse del territorio, ha effettuato interessanti studi d’astronomia, inventato la carta traendola dalla fibra di canapa, raggiunto progressi in campo architettonico (come dimostra l’invenzione del sistema di mensole a bracci sporgenti, incastrate una sopra l’altra, che consentiva di realizzare fabbricati a più piani) ed eccelso nella lavorazione di lacche e giada, considerata la pietra dell’immortalità per le sue eccezionali qualità estetiche e magiche.

Durante la dinastia Han, secondo diverse testimonianze, la seta, che al di là della Grande muraglia era costosissima, fece il suo ingresso trionfale a Roma. I romani, compreso lo stesso Giulio Cesare, amavano indossare vestiti di seta. Moda che si diffuse per tutto l’impero fino all’attuale Gran Bretagna.

Dunque, secoli prima dei viaggi compiuti dal mercante veneziano Marco Polo (XIII sec.), secondo le testimonianze di Plinio il Vecchio (I sec. d.C), i Romani avrebbero intrecciato relazioni diplomatiche con i cinesi lungo le frontiere della via della seta. Tesi che di recente è stata messa in discussione in seguito alla scoperta di geni occidentali in un uomo cinese della contea di Yonchang. Geni che potrebbero risalire a legionari romani che, durante la guerra di Crasso contro i Parti nel 53 a.c., si sarebbero rifugiati tra il Tibet e il Turkestan per sfuggire ai guerriglieri cinesi della dinastia Han. Legionari (circa 6000) di cui non si ebbe più notizia. La tesi, se confermata, anticiperebbe le relazioni tra i due imperi.

Da segnalare, infine, presso la Curia Iulia, sede dell’antico senato nel Foro romano, a completamento della mostra, la sezione che illustra la grandezza politica dei due imperi: in esposizione dieci statue dell’esercito di terracotta del Primo Imperatore, rinvenuto alla fine degli anni Settanta del secolo scorso a Xi’an (Shaanxi), e due imponenti animali fantastici di pietra che, posti all’entrata della tomba, preservavano dall’influsso degli spiriti maligni.

“I due imperi: l’Aquila e il Dragone” c/o Palazzo Venezia, Via del Plebiscito 118. Fino al 6 febbraio 2011. Curatori: Stefano De Caro e Xu Pingfang. Catalogo: 24 Ore Cultura – Gruppo 24 Ore, a cura di Stefano De Caro e Maurizio Scarpari, 35 euro. Orari di apertura: dalle 10 alle 19. Chiuso il lunedì, il 25 dicembre e il 1° gennaio. La biglietteria chiude un’ora prima. Biglietti: intero 9 euro; ridotto 6 euro (al ridotto hanno diritto i possessori del biglietto Colosseo – Foro romano -Palatino). Nel biglietto è inclusa l’audioguida. Informazioni: call center 892.101.

30 novembre 2010

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