Investire sul futuro, ma davvero
L’emergenza della crisi non deve far dimenticare l’importanza dell’educazione. Tra le necessità l’attenzione ai media e l’urgenza di nominare i nuovi membri del Comitato media e minori di Elisa Manna
La serietà della crisi che stiamo attraversando assorbe tutte le nostre attenzioni: politiche d’emergenza vengono poste in essere con rapidità e si registra, malgrado la criticità delle misure prese, una sufficiente consapevolezza diffusa e un consenso tutto sommato costante. È importante, però, che l’emergenza non ci prenda la mano e che si riesca a guardare lontano e in profondità, per una rotta forte e capace di affrontare i tempi futuri.
In questo senso bisogna guardare a come crescono i nostri figli, con quali idee, quali costumi, quali convincimenti. E perciò certamente essere attenti alla qualità dei loro studi , alle amicizie che frequentano; ma, forse, ancor più, ai film e agli show che amano guardare, ai videogiochi che occupano le loro giornate, al gioco via internet che li attrae sempre di più, insomma ai contenuti mediatici che contribuiscono grandemente, come è noto, a costruire il loro modo di pensare, il loro immaginario.
Ma non siamo solo noi, singolarmente a doverci occupare di tutto questo: è importante che le istituzioni prendano a cuore la materia, ne comprendano appieno la rilevanza, colgano il significato profondo di un’introduzione positiva alla realtà per le nuove generazioni. C’è molto da fare: in questo momento, una delle prime urgenze è che il Ministero dello Sviluppo economico proceda velocemente alla nomina dei membri che hanno concluso il proprio mandato nel Comitato media e minori, unico presidio che attualmente ha l’arduo compito istituzionale di raccogliere i reclami dei telespettatori e avviare una forma di sanzione, frenare la “cattiva televisione”: l’attuale empasse, infatti, rischia di ingessare l’unico soggetto istituzionale che da anni testimonia la necessità di politiche più attente alla tutela dei bambini e degli adolescenti nei media, con armi “spuntate” e consistenti difficoltà nel fronteggiare i forti interessi del mercato.
E tuttavia, per quanto a volte chi lavora nel Comitato media e minori possa avere l’impressione di vivere una riedizione di Davide e Golia, non bisogna scoraggiarsi: anche perché il mercato non va demonizzato in sé, si possono, si debbono trovare soluzioni che, senza deprimere l’economia facciano, tuttavia, prevalere il superiore interesse del minore
23 febbraio 2012