La Crimea chiede l’annessione alla Russia
Il 95% di coloro che hanno votato al referendum si sono detti favorevoli all’indipendenza nei confronti dell’Ucraina. Sale la tensione tra Usa e Russia. L’Europa discute sulle sanzioni di R. S.
Percentuali “bulgare”, come si usa dire in caso di risultati elettorali con una maggioranza schiacciante di consensi. Sono quelli delle urne in Crimea dove, domenica 16 marzo con il 95% delle preferenze, i cittadini hanno detto “sì” all’annessione alla Russia. Il parlamento crimeano ha quindi chiesto a Mosca di entrare nella Federazione Russa con lo status di Repubblica per poi annunciare la nazionalizzazione delle proprietà statali ucraine situate in Crimea. Il presidente ucraino ad interim, Oleksandr Turchynov, ha però definito il referendum di domenica «una grande farsa», condannando «la prolungata aggressione che la Russia – ha detto – sta tentando di nascondere con questa grande farsa che loro chiamano referendum e che non sarà mai riconosciuto né dall’Ucraina né dal mondo civilizzato».
Dopo questa dichiarazione, il presidente ha invitato i deputati a dare il «via libera» alla parziale mobilitazione delle truppe ucraine. La tensione tra Mosca e Wahington intanto continua a salire. Il presidente Usa Barack Obama ha parlato con Vladimir Putin dicendo di essere pronto a imporre «costi aggiuntivi» su Mosca per la violazione del territorio ucraino. Il segretario britannico agli Esteri, William Hague, si è detto fiducioso che l’Unione europea troverà al suo interno un accordo su sanzioni da imporre alla Russia per il ruolo avuto nella secessione della Crimea dall’Ucraina. Hague ha inoltre lasciato intendere che ulteriori provvedimenti potrebbero essere adottati nel Consiglio europeo che si svolgerà giovedì.
17 marzo 2014