La decisione del Papa nelle parole di frère Alois

Il priore della Comunità di Taizé esprime gratitudine al Santo Padre, ricordando il recente Incontro europeo a Roma: «Eravamo rivolti insieme verso la Croce. Era come l’immagine del suo ministero» di R. S.

«In questo momento in cui il Santo Padre Benedetto XVI si dimette, desidero esprimere la mia gratitudine per la fiducia che ha sempre dimostrato nei confronti della nostra Comunità di Taizé». Il priore della comunità francese frère Alois commenta così la rinuncia di Benedetto XVI al ministero petrino, ricordando che «da quando è diventato Papa, mi ha ricevuto ogni anno in udienza privata».

Il ricordo di frère Alois va, inevitabilmente, all’incontro europeo che nel dicembre scorso ha portato a Roma decine di migliaia di giovani legati alla spiritualità e al carisma dei monaci di Taizé. «Appena sei settimane fa, il 29 dicembre, ci ha accolti calorosamente per una preghiera in Piazza San Pietro. Quindici giorni più tardi, ha fatto riferimento a questa preghiera come a “un momento di grazia in cui abbiamo sperimentato la bellezza di formare in Cristo una cosa sola.” Durante questa preghiera – racconta -, eravamo rivolti insieme verso la Croce di Cristo, e questa era come l’immagine di tutto il suo ministero: cercare di sensibilizzare i cristiani su quello che è al centro della fede. Mi disse un giorno quanto apprezzava il fatto che, a Taizé, i giovani sono rivolti verso ciò che è essenziale. E quando gli chiesi che cosa era essenziale, rispose: un rapporto personale con Dio».

In un momento di profondi cambiamenti nel mondo, osserva ancora frère Alois, «non è facile discernere quello che sarà il volto della Chiesa di domani. Papa Benedetto XVI ha voluto, attraverso le sue lettere encicliche e i suoi insegnamenti, focalizzare tutto il suo ministero sui fondamenti della fede. È solo da lì che la Chiesa può scoprire come vivere nel mondo contemporaneo»

12 febbraio 2013

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