La Fism Roma rilancia la vicinanza agli educatori
Si è concluso l’annuale convegno della Federazione delle scuole materne. Le riflessioni del presidente Antonio Trani di Claudio Tanturri
Le relazioni con i bambini, fra docenti e con i dirigenti, ma anche con i genitori, con il territorio, con gli enti pubblici. Sono tante le sfaccettature che determinano l’etica professionale di un educatore. Un argomento, questo, che è stato al centro dell’annuale convegno organizzato dalla Federazione italiana scuole materne (Fism) della provincia di Roma. Giunto alla sua trentacinquesima edizione, e quest’anno puntato sul tema “Educare: una scelta, un compito”, l’appuntamento si è aperto venerdì (3 settembre 2010) all’Istituto Gesù e Maria di via Flaminia Vecchia. La chiusura ieri (domenica 5 settembre 2010) con l’assemblea della Fism Roma nella quale è stato presentato il piano formativo della federazione per l’anno scolastico 2010-2011.
«Un’articolata offerta di aggiornamento e accompagnamento – spiega il presidente dell’associazione Antonio Trani – puntata sulla vicinanza agli educatori in tutti quei settori utili a migliorare la qualità della loro attività di insegnanti attraverso cicli di conferenze, seminari e uno sportello di consulenza messo a disposizione dall’associazione per dipanare anche tutte quelle problematiche didattiche, legislative, amministrative, tecniche che sono alla base della professione di educatore». Una scelta occupazionale quella dell’insegnante che, come afferma ancora Trani, «negli ultimi anni ha messo gli educatori di fronte a difficoltà sempre maggiori, anche di natura psicologico-motivazionale».
Un aspetto importantissimo questo che ha fatto convergere i responsabili della Fism Roma sull’idea di rendere il convegno una piattaforma di dialogo e un punto di partenza rispetto alla formazione personale degli insegnanti da portare avanti durante tutto l’anno scolastico. «Da qui la decisione di porre a tema l’etica professionale dell’educatore. Perché educare infatti è più che istruire. È un lento processo di costruzione della persona e avviene attraverso riconoscimenti, consapevolezza e gioia di sé».
E proprio queste tematiche sono state oggetto delle relazioni ascoltate in questi giorni all’istituto di via Flaminia Vecchia. A partire da quelle di Nicola Paparella, docente dell’Università di Lecce, e del padagogista Ferdinando Montuschi, docente a Roma Tre, che venerdì mattina hanno aperto i lavori proponendo una riflessione sui temi: «Insegnanti. Perché?» e «Accogliere per accogliersi, accettarsi per accettare». Nel pomeriggio ancora un approfondimento di Paparella su «I bisogni di appartenenza, condivisione e accoglienza nel profilo personale dell’insegnante». A conclusione della prima giornata, Angela Perucca, anche lei docente dell’Università di Lecce, ha introdotto la visione del docu-film «Sotto il Celio Azzurro», sull’asilo multietnico voluto nella Capitale da don Luigi Di Liegro. La mattinata di sabato ha invece visto intervenire i professori Franco Bochicchio ed Elisa Palomba (Università di Lecce) su «La professionalità fra risorse, competenze e processi di aggiornamento» e su «Le risorse del progetto educativo». Nel pomeriggio la psicologa Silvia Zuccaro, la sociologa e analista transazionale Susanna Cesarini e la ricercatrice Nadia Murgioni hanno parlato rispettivamente delle relazioni con i bambini, fra docenti e con la dirigente, con i genitori, con il territorio, con gli enti pubblici. Ha chiuso il convegno Antonio Trani, esponendo gli aggiornamenti sulla normativa del Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca.
6 settembre 2010