La Sala dei Misteri ai Musei Vaticani

Restaurato il ciclo pittorico eseguito da Pintoricchio e dai suoi collaboratori con una tecnica murale “originale” di Francesca Romana Cicero

Dopo quattro anni d’intervento, è stato completato nell’appartamento Borgia il restauro del ciclo pittorico della “Sala dei Misteri” eseguito dal pittore umbro Bernardino Betto, detto il Pintoricchio, del quale Vasari ha sottolineato la modernità dello stile espressivo. Restauro che, ha evidenziato il direttore dei Musei Vaticani Francesco Buranelli, «ha recuperato la brillantezza dei colori originali e il tipico gusto quattrocentesco capace di trasmettere la gaiezza e l’allegria del mecenatismo borgiano, che ha saputo sapientemente coniugare l’atmosfera ispano-valenziana, con la maestria e la raffinatezza del Rinascimento Italiano per rilanciare il ruolo della Chiesa di Roma nella nuova Europa».

Situata al primo piano del Palazzo Pontificio, nell’ala prospiciente il lato meridionale del Cortile del Belvedere, la residenza di Papa Alessandro VI, al secolo Rodrigo Borgia, il cui pontificato ha abbracciato un’epoca di transizione tra il Medioevo e l’era moderna, è stata decorata in soli due anni, tra l’autunno del 1492 e il primo semestre del 1493 fino al 1495. La rapidità dell’esecuzione ha verosimilmente influenzato le scelte del Pintoricchio e dei suoi collaboratori, che hanno adottato una tecnica simile alla pittura su tavola che consentiva di usare, su una preparazione in gesso, una vasta gamma di pigmenti e lacche, ovvero colori di origine vegetale o animale generalmente incompatibili con la tecnica dell’affresco; tecnica murale che non ha ancora trovato riscontri in nessun altro ciclo pittorico vaticano. L’esecuzione rapida e “poco coordinata”, data l’eterogeneità delle maestranze provenienti dalle botteghe tosco-umbre, hanno fatto emergere una “qualità diversa di pittura” rispetto agli affreschi quattrocenteschi della Cappella Sistina e dello stesso Pintoricchio che probabilmente, asserisce il direttore del reparto Arte Medievale e Moderna dei Musei Vaticani, Arnold Nesselrath, non è stato che «un imprenditore che giudica e contiene», e non il vero esecutore del ciclo.

L’Appartamento Borgia comprendeva tre stanze di grandi dimensioni che il Burcardo, Maestro delle Cerimonie del Pontefice, nel suo Diario talvolta cita come «camere segrete», cioè adibite all’uso personale del Pontefice, corrispondenti alle attuali Sala dei Misteri, Sala dei Santi e Sala delle Arti Liberali; altre due, corrispondenti alla Sala del Credo ed alla Sala delle Sibille, ricavate nella Torre Borgia, edificata per volere di Papa Alessandro VI a scopi difensivi; alcuni ambienti più piccoli, il cui accesso è consentito ancora oggi dalla Sala delle Arti Liberali. La Sala dei Misteri, attigua alla grande Sala dei Pontefici, è coperta da due volte a crociera, decorate negli spicchi da medaglioni con i busti dei re David e Salomone e dei profeti Isaia, Malachia, Sofonia, Michea e Gioele. Nelle sette lunette sottostanti si sviluppa il tema dei Misteri della Fede – che danno il nome alla Sala – con le raffigurazioni dell’Annunciazione, della Natività, dell’Adorazione dei Magi, della Resurrezione, dell’Ascensione, della Pentecoste e dell’Assunzione della Vergine. Il restauro, dopo l’inaugurazione del Museo Pio Cristiano, è stato presentato nell’ambito delle manifestazioni volte a celebrare il V Centenario di fondazione dei Musei Vaticani.

Musei Vaticani. Biglietto: intero € 12, ridotto € 8, speciale € 4. Orario: 8.45-15.20, 8.45-12.20 il sabato (da marzo a ottobre); 8.45-12.20 (inverno); 8.45-12.20 ultima domenica del mese (ingresso gratuito). Chiuso la domenica.

15 maggio 2006

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