La Via Crucis degli Scout ispirata all’Evangelii gaudium

XII edizione per la sacra rappresentazione promossa dalla Compagnia di San Giorgio, da San Giovanni in Laterano a Santa Croce in Gerusalemme. Il tema: “Seguire, credere e testimoniare Gesù” di Antonella Pilia

Silvia Pelli, 15 anni, appartiene al gruppo scout di Ciampino. Daniele Bielli, trentenne, arriva da Genazzano, al confine con la provincia di Frosinone. La diciannovenne Mariachiara Tomasini invece frequenta il gruppo della parrocchia di San Pio V a Roma. Sono alcuni dei ragazzi che la sera di venerdì 4 aprile hanno accolto l’invito a vivere la tradizionale Via Crucis degli scout. Evento che ha riunito sul sagrato della basilica di San Giovanni in Laterano giovani appartenenti ai gruppi scout della Capitale e del Lazio, insieme a famiglie e adulti di tutte le età.

L’iniziativa di preghiera, presieduta dal vescovo ausiliare del Settore centro Matteo Zuppi, è promossa dalla Compagnia di San Giorgio, associazione ecclesiale riconosciuta dalla diocesi, costituita da un gruppo di ex scout che, pur non essendo più in servizio, sostengono lo scoutismo cattolico continuando a farne propri gli ideali. La Compagnia è nata nel 2003. A quello stesso anno risale la prima edizione della Via Crucis degli scout, nata per riproporre «una secolare tradizione del popolo romano che, nei venerdì di Quaresima, partecipava alla Via Crucis guidata dal pontefice muovendo da San Giovanni in Laterano sino alla basilica di Santa Croce in Gerusalemme, custode delle reliquie della passione di Gesù Cristo», informano dalla Compagnia.

Fedele alla tradizione, la sacra rappresentazione è partita dal sagrato della basilica lateranense, costeggiando le Mura Aureliane per proseguire nell’orto di Santa Croce in Gerusalemme e concludersi nella basilica adiacente. A interpretare le scene della passione di Gesù sono stati i giovani scout, che hanno indossato costumi da loro stessi confezionati. I canti, animati da chitarre, hanno accompagnato la preghiera tra una stazione e l’altra. Mentre le meditazioni, in questa dodicesima edizione, si sono ispirate all’Evangelii Gaudium, l’esortazione apostolica di Papa Francesco. Tema scelto per la Via Crucis è stato “Seguire, credere e testimoniare Gesù”. «Per comprendere come la realtà storica della passione, morte e risurrezione di Gesù sia al centro della nostra fede – ha spiegato Mariella Del Genio, vice presidente della Compagnia di San Giorgio – e su di essi si fondi tutto il messaggio evangelico, che è un messaggio di gioia e di speranza per il bene e la salvezza di ogni uomo».

Dalla condanna a morte di Gesù fino alla sua deposizione, passando attraverso le cadute e gli incontri con Maria, il Cireneo, la Veronica e le pie donne, le parole di Papa Francesco, seguite ogni volta da un’intenzione di preghiera scritta dagli scout, hanno invitato a «essere vicini a nuove forme di povertà» per riconoscervi «Cristo sofferente». Ma hanno anche messo in guarda sulla «globalizzazione dell’indifferenza» che impedisce di «provare compassione dinanzi al grido di sofferenza degli altri». Ricordando che «dobbiamo imparare ad accettare i carichi della vita», «appoggiandoci alla Sua croce per poterli sopportare» e così diventare «testimoni autentici della Sua parola». «Papa Francesco – ha concluso monsignor Zuppi – quest’anno ci ha aiutato a non chiudere gli occhi e a non scappare. Ci ha portato a Lampedusa, ci ha chiesto di piangere per le tante vie dolorose che incontriamo e di andare nel mondo per condividere e avere compassione, perché sulla via dolorosa noi impariamo ad essere umani».

Al termine della Via Crucis, a ciascun partecipante è stata consegnata una croce di San Giorgio, patrono degli scout, realizzata a Betlemme. Il ricavato verrà devoluto alle opere di carità della Compagnia in Terra Santa, tra cui il Baby Hospital, un ospedale pediatrico per bambini di tutte le etnie attivo a Betlemme.

7 aprile 2014

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