Terzo Settore, nel Lazio si sperimenti l’integrazione sociosanitaria

La proposta arriva dal portavoce Gianni Palumbo: «Iniziare in due Asl, una nell’area metropolitana e l’altra fuori. Ci sia anche un Osservatorio regionale per monitorare l’iniziativa» di R. S.

Prevenzione sociale e prevenzione sanitaria insieme. Questa la linea emersa dall’incontro di mercoledì 2 aprile, voluto dal Terzo Settore Lazio per fare il punto sull’integrazione socio-sanitaria nel Lazio. Una giornata organizzata con la collaborazione della Direzione dell’Ospedale Forlanini di Roma, alla quale hanno preso parte numerose cooperative sociali, volontari, medici e operatori sanitari, tra coop e associazioni che praticano l’integrazione a partire dal sociale.

Il professor Aldo Morrone, direttore Generale dell’Ospedale San Camillo Forlanini ha detto senza mezzi termini che non occorre investire in nuove strutture ospedaliere ma puntare a migliorare i servizi sanitari, i reparti e le strutture che già operano sul territorio, eliminando sprechi e doppioni non produttivi che hanno una ricaduta negativa sulla collettività. Occorre valorizzare l’esistente e ristabilire il giusto equilibrio tra medico e paziente, troppo spesso sbilanciato da un eccessivo uso di medicine e terapie che un rapporto più umano potrebbe evitare con un notevole abbattimento di costi per la spesa sanitaria spingendo anche su una maggiore collaborazione con quanti cooperano in associazioni e cooperative sociali.

Impostazione condivisa anche da Rodolfo Lena, presidente Commissione Politiche Sociali della Regione Lazio, rispetto alla riduzione dei costi sanitari soprattutto per il forte saldo negativo che la Regione ha dovuto sanare per uscire da 9 anni di commissariamento. Secondo il consigliere Lena le istituzioni e il terzo settore sono in grado di rispondere con maggiore efficienza alla domanda favorendo l’integrazione tra i due aspetti, quello sanitario e quello sociale.

Numerose le testimonianze di associazioni e cooperative sociali presenti all’incontro che hanno dato cifre e dati di un intervento capillare sul territorio laziale con attività legate alla salute mentale, al fine vita, ai migranti, ma anche allo sport, alla tutela dell’ambiente e al benessere della persona.

«Il Forum Terzo Settore del Lazio– dice il portavoce Gianni Palumbo- propone alla Regione di fare una sperimentazione biennale di integrazione sociosanitaria in 2 ASL del Lazio, una nell’area metropolitana e l’altra fuori, che metta insieme sul territorio le esperienze di Terzo Settore con quelle per la salute in una visione coordinata. Il Forum rappresenta 450mila tra volontari, operatori e lavoratori che lavorano nella regione e chiediamo che, in sede di approvazione della nuova legge regionale sull’assistenza le rappresentanze del Terzo Settore e delle altre istanze sociali siano previste in tutti gli organismi che deliberano anche in tema di integrazione sociosanitaria come la Conferenza regionale sociosanitaria oltre che nei distretti. Proponiamo anche la costituzione di un Osservatorio regionale sull’integrazione sociosanitaria che faccia il monitoraggio in itinere dell’andamento della sperimentazione e di far nascere la Consulta del Forum TS del Lazio per l’integrazione sociosanitaria , una proposta già depositata durante l’audizione del Forum TS in Commissione consigliare regionale».

4 aprile 2014

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