L’Angelicum ricorda Papa Wojtyla

A ottobre al via il “Semestre Giovanni Paolo II”: soggiorni turistico-culturali sulle tracce del giovane Karol studente di Federica Cifelli

La basilica di San Pietro e quella di San Paolo. Il convitto dove fu ospite negli anni dei suoi studi romani; la chiesa di Sant’Andrea al Quirinale, dove ogni mattina si fermava a pregare, e il Quirinale stesso, che considerava simbolo della democrazia e dell’indipendenza italiana. E ancora, le catacombe dove si recava spesso quando era studente, considerandole tra i luoghi fondamentali della cristianità, e altre mete di pellegrinaggio anche al di fuori dei confini della Capitale. Sono gli angoli della Roma del giovane Karol Wojtyla: di quegli anni tra il 1946 e il 1948 nei quali si preparava all’Angelicum a diventare dottore in Teologia. Tappe di un itinerario quasi quotidiano per lo studente di allora, che l’ateneo pontificio ripropone oggi agli universitari, a sacerdoti, religiosi, docenti o semplici fedeli, italiani e non solo, nell’ambito del “Semestre Giovanni Paolo II” che prenderà il via a ottobre, con l’apertura dell’anno accademico.

Concretamente, si tratta di soggiorni turistico-culturali che si svolgeranno da gennaio a settembre 2010, strutturati in due moduli – da tre o da sei giorni -, con offerte specifiche per il mondo italiano, per quello polacco e per quello anglofono. A metà tra turismo religioso e formazione, i soggiorni – che prevedono diverse formule anche per la sistemazione – saranno arricchiti da conferenze e lezioni. L’obiettivo: ricostruire il clima della Roma di fine anni ’40, riscoprendo i luoghi frequentati dal futuro Pontefice e alcuni tra quelli più significativi del suo lungo pontificato, nella Capitale e non solo.

«A distanza ormai di qualche anno dalla sua morte – osserva il decano della facoltà di Scienze sociali, la professoressa Helen Alford – questo è il momento opportuno per rivedere il contributo di Papa Wojtyla al pensiero teologico, a 60 anni dalla sua tesi di dottorato». Di qui la scelta di dedicargli un intero semestre, «riproponendo un’offerta formativa che per molti aspetti va proprio nella linea del suo pensiero e del suo magistero». Tutte le facoltà dell’Angelicum dunque contribuiranno realizzando corsi specifici, in parte in italiano e in parte in inglese, validi non soltanto per gli studenti ma anche ai fini dell’aggiornamento di ecclesiastici, operatori pastorali e insegnanti di religione e filosofia.

Il primo momento ufficiale del Semestre sarà l’inaugurazione della mostra su «Giovanni Paolo II – Benedetto XVI. Maria, i giovani, il creato: un comune percorso», prevista per la metà di ottobre, che vedrà esposte anche immagini significative dal rapporto tra Papa Wojtyla e l’ateneo domenicano. Quindi per novembre è in programma una conferenza pubblica su «Cattolici nel ’48: lo studente Wojtyla, le tensioni e le speranza nella Roma del dopoguerra». Il clima culturale che animava la città in quegli anni, sottolinea suor Alford, «ha grande valore anche per noi oggi». Così come ha valore la tesi dottorale di Karol Wojtyla, pubblicata per l’occasione in una nuova edizione da Città Nuova, che sarà presentata in gennaio. Ultimo tra i linguaggi che hanno provato a raccontare le vicende storiche dell’uomo e del Papa Wojtyla: il cinema. Se ne parlerà un talk show presso l’ateneo che metterà a confronto registi e critici cinematografici, nel contesto di una rassegna cinematografica dedicata alla figura di Giovanni Paolo II.

28 settembre 2009

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