L’Ascensione di Melozzo capolavoro di prospettiva
di Marco Frisina
L’ambiente artistico dei tempi di Papa Sisto IV era molto vivace e comprendeva personaggi di spicco della cultura rinascimentale la cui influenza fu enorme, anche se noi spesso li abbiamo dimenticati o trascurati. Tra questi grandi artisti c’è Melozzo da Forlì, pittore ufficiale del Papa, che alla scuola di Piero della Francesca aveva appreso l’uso virtuosistico della prospettiva e l’aveva applicata a diverse composizioni di carattere sacro. Nel 1475 riceve l’incarico di affrescare nell’abside restaurata della basilica dei Santi XII Apostoli un’Ascensione. Egli realizza un capolavoro di movimento e prospettiva raffigurando il Salvatore, con un audacissimo scorcio dal basso in alto, che si innalza verso il cielo circondato dagli Apostoli e da angeli musicanti di straordinaria bellezza. L’affresco fu staccato dalla parete nei rifacimenti del 1711 e i frammenti di questa grande opera sono in gran parte conservati nella Pinacoteca Vaticana; solo il particolare del Cristo è conservato nello scalone principale del Quirinale, a testimonianza perenne della grandiosa tecnica prospettica dell’artista. Più tardi Melozzo decorerà con angeli e profeti la cupola della cappella di San Marco a Loreto e forse quest’opera ci dà un’idea dello splendore che doveva avere la raffigurazione romana nella sua integrità originale. Le figure che ci rimangono sono soavi e forti nello stesso tempo e sappiamo che lo stesso Michelangelo le ammirò e le prese come ispirazione per i suoi affreschi alla Cappella Sistina.
14 giugno 2010