Lazio, cinque giorni per decidere il voto

Respinto dal Consiglio di Stato il ricorso alla sentenza del Tar presentato dalla presidente dimissionaria della Regione Polverini, che entro lunedì 3 dicembre dovrà fissare la data delle elezioni di Lo. Leo.

Il Consiglio di Stato ha respinto l’appello alla sentenza del Tribunale amministrativo regionale presentato da Renata Polverini, presidente dimissionaria della Regione Lazio. Polverini aveva contestato la decisione del Tar che la obbligava a indire elezioni regionali al più presto. Pertanto, così come era stato precedentemente stabilito, entro cinque giorni dalla sentenza di ieri, dovrà fissare le giornate utili alle elezioni. Che, secondo alcune indiscrezioni, potrebbe essere quella del 20 o del 27 gennaio per dare più tempo ai partiti di formare le liste.

La sentenza del Tar è stata confermata «nella parte in cui – si legge nella sentenza – si è accertato l’obbligo del presidente dimissionario della Regione Lazio di provvedere all’immediata indizione delle elezioni in modo da assicurare lo svolgimento entro il più breve termine tecnicamente compatibile con gli adempimenti procedimentali previsti dalla normativa vigente in materia di operazioni elettorali». Normativa che «si prefigge l’obiettivo di assicurare una tempestiva ricostituzione degli organi di governo regionale in conformità al principio della sovranità popolare sancita dalla Costituzione e ai canoni costituzionali di efficacia e buon andamento».

Dal momento che la campagna elettorale, così come previsto dalla legge, deve durare almeno quarantacinque giorni, l’election day nel Lazio precederà di quasi due mesi quello di Lombardia e Molise, con il quale in un primo momento si pensava potesse confluire. Questo, dunque, il calendario delle scadenze elettorali: a gennaio il voto per il rinnovo del Consiglio regionale del Lazio, il 10 marzo quello per i Consigli regionali di Lombardia e Molise. La sentenza del Consiglio di Stato delude il Popolo della libertà, che aveva chiesto l’election day sia per risparmiare denaro pubblico, sia per evitare una lunga campagna elettorale nella quale il centrodestra potrebbe essere sconfitto nelle regionali con effetti nel dibattito post elettorale che potrebbero ripercuotersi fino alle elezioni politiche. La sentenza piace invece al Partito democratico, che aveva chiesto di abbreviare il più possibile i tempi per il rinnovo del Consiglio regionale e ha già lanciato la candidatura di Nicola Zingaretti a presidente.

«È stata sconfitta la protervia del potere. I diritti dei cittadini, i principi costituzionali e il buon senso della Costituzione prevalgono sempre, basta saperli far valere e non demordere dinanzi a nulla», commenta l’avvocato Gianluigi Pellegrino che ha assistito il Movimento difesa del cittadino nel ricorso ora definitivamente accolto dal Consiglio di Stato sulle elezioni nel Lazio. «È stato sconfitto – aggiunge Pellegrino – anche il ricatto del Popolo della libertà e l’atteggiamento irresponsabile del governo rispetto alla violazione di diritti costituzionali degli elettori del Lazio, per evidenti finalità elettorali. Temendo lo stesso governo che immediate elezioni potessero rafforzare un progetto politico che allo stesso governo è chiaramente alternativo. Ora il giudice dello Stato – conclude Pellegrino – ha messo ogni cosa al suo posto come deve avvenire in uno stato di diritto».

28 novembre 2012

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