L’eroismo per amore di cui abbiamo bisogno

Anche il cinema ci ricorda che la nostra anima è molto più grande di quello che i mercati e il consumismo vogliono farci credere. Gli esempi citati dal cardinale Betori ai “Dialoghi in cattedrale” di Elisa Manna

Nella serata culturale conclusiva del bellissimo ciclo “Dialoghi in cattedrale” promossi nella basilica di San Giovanni dal vicario di Roma, cardinale Agostino Vallini, il cardinale Betori, relatore d’eccellenza assieme a Vittorino Andreoli, ha chiuso il suo intervento con una imprevedibile citazione laica di due film, ”La vita è bella“ di Benigni e ”Gran Torino” di Clint Eastwood.

La citazione intendeva esaltare la figura del padre come colui che si sacrifica per i figli o per quelli che sente come figli. Indimenticabile, in effetti, il dolce eroismo di Benigni nelle ultime scene del suo film in cui cerca di far sorridere e continuare a sperare il suo piccolo inventando un gioco fantastico nell’orrore di un lager. Indimenticabile Eastwood/Kowalski che, in un finale a sorpresa, sacrifica la sua vita per salvaguardare giovani amici vietnamiti nell’America del “melting pot” da una banda di teppisti.

Si potrebbe aggiungere, a me pare, il personaggio interpretato da Will Smith nel “Sette vite”, il film “americano” del regista italiano Muccino: il protagonista che, involontariamente, causa un incidente stradale in cui periscono sette persone, tra cui la sua adorata famiglia, organizza un ”suicidio”, si direbbe in sociologia, altruistico per permettere alla sua morte l’espianto di organi che serviranno a salvare sette persone buone da lui individuate.

Cosa hanno in comune questi film? C’è un personaggio centrale che affronta il sacrificio estremo di sé per ridare la vita ad altri che ama o considera buoni: è un tipo di eroismo “folle” di questi tempi, eppure di questo tipo di “follia” sembriamo tutti avere un grande, inestinguibile bisogno.

Il modello perfetto, che è il Cristo, è stato raccontato molte volte dal cinema, in alcuni casi in maniera straordinaria; ma forse anche questi film, che più umanamente raccontano l’eroismo per amore fino al sacrificio di sé, hanno molto da dire a un’umanità che quasi si vergogna a dire di amare.

Abbiamo dimenticato molto: facciamoci aiutare anche dall’arte, che può passare dalle tecnologie del cinema, per ricordare che la nostra anima è molto più grande di quello che i mercati e il consumismo vogliono farci credere. La Santa Pasqua che arriva è il tempo giusto per riflettere e ritrovarsi.

4 aprile 2012

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