Medaglia al valor civile a don Andrea Santoro

Il riconoscimento alla memoria del sacerdote ucciso a Trabzon, in Turchia, il 5 febbraio scorso di Angelo Zema

Medaglia d’oro al valor civile alla memoria di don Andrea Santoro. A dare attuazione al decreto del presidente della Repubblica, del 25 luglio scorso, è stato questa mattina il prefetto di Roma, Achille Serra, che, nella sala don Luigi Di Liegro a Palazzo Valentini, ha consegnato la medaglia ad Antonio Polselli, zio del sacerdote ucciso a Trabzon, in Turchia, il 5 febbraio scorso.

Così si legge nella motivazione dell’alto riconoscimento: «Religioso particolarmente impegnato a favorire il dialogo tra le religioni e la pace tra i popoli, rimaneva vittima di un ignobile attentato mentre si trovava nel raccoglimento della preghiera in chiesa». Ricordiamo infatti che don Andrea, sacerdote “fidei donum” della diocesi di Roma, fu colpito a morte mentre pregava nella chiesa di Santa Maria, a lui affidata. La motivazione prosegue sottolineando la sua «mirabile testimonianza di spirito etico e civile fondato sui più alti valori cristiani e di tolleranza». Una testimonianza che risuonerà anche lunedì sera, nella basilica di San Giovanni in Laterano, attraverso la lettura di alcuni suoi testi durante la veglia missionaria diocesana.

A raccontarci poco fa della cerimonia dell’avvenuta consegna del riconoscimento, due rappresentanti dell’associazione Finestra per il Medio Oriente, fondata proprio da don Santoro per favorire il dialogo tra le religioni. Fabio Pescetelli, presidente dell’associazione, e Loredana Palmieri, che era con don Andrea al momento del tragico assassinio. Hanno in mano il “brevetto” rilasciato dal Ministro dell’Interno «a documento della ottenuta onorifica ricompensa della quale – si legge – sarà dato annunzio nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana». Presenti alla cerimonia anche altri due componenti dell’associazione, Piera Marras e Luciana Papi, e monsignor Enrico Feroci, parroco a Sant’Ippolito, vicepresidente della nuova associazione intitolata a don Andrea Santoro, guidata dalla sorella Maddalena e nata «per valorizzare l’eredità spirituale di don Andrea».

Soddisfazione anche da Maddalena Santoro, che a Roma è membro di una cooperativa sociale (ANVER) impegnata da anni nel servizio alle famiglie e nella tutela della vita umana (l’Anver), con sede a due passi dalla parrocchia di Gesù di Nazareth, dove il fratello fu parroco dal 1981 al 1993. Maddalena, con la sorella Imelda e la mamma Maria, è in questi giorni a Lourdes, dove ha offerto la propria testimonianza nell’ambito del pellegrinaggio nazionale dell’Unitalsi. «Don Andrea – ci dice al telefono dalla Francia – è un testimone, non solo per la comunità ecclesiale, ma anche per la comunità civile, di comunione, di impegno per il dialogo e per la pace tra i popoli».

Quanto a Finestra per il Medio Oriente, presto riprenderà le attività del nuovo anno pastorale presso la parrocchia dei Santi Fabiano e Venanzio (la comunità, non lontano da San Giovanni, che don Andrea guidò fino al 2000), con incontri di preghiera, catechesi, testimonianze. «Il tema di quest’anno sarà il perdono», spiega Pescetelli, che ricorda il perdono della mamma di don Andrea all’assassino del figlio. Una testimonianza di grande valore che il cardinale Ruini sottolineò commosso all’omelia dei funerali del compianto sacerdote nato a Priverno il 7 settembre del 1945. «La mamma di don Andrea – disse il cardinale citando la signora Maria – perdona con tutto il cuore la persona che si è armata per uccidere il figlio e prova una grande pena per lui essendo anche lui un figlio dell’unico Dio che è amore».

29 settembre 2006

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