Media e minori, fare massa critica
È molto importante l’impegno di vari soggetti su questo tema affinché cresca l’attenzione delle istituzioni. Ancora attesa per le nomine al Comitato presieduto da Mugerli di Elisa Manna
Finalmente anche in Italia il tema media e minori riesce a sollecitare azioni e iniziative di diverso carattere. In un certo senso è uscito dalle stanze dei superaddetti ai lavori e raccoglie l’interesse di diverse istituzioni e soggetti sociali. Innanzitutto il Comitato Media e Minori prosegue, ma solo in parte, il suo impegno, poiché urge il rinnovo dell’incarico al presidente Franco Mugerli, la cui carica è scaduta da diversi mesi, nonché la nomina di alcuni altri membri, anch’essi al termine del loro incarico.
Questi dettagli sono tutt’altro che pura burocrazia: il Comitato Media e Minori ha accumulato nel corso di circa dieci anni di attività una grande conoscenza dei problemi che impediscono l’azione istituzionale incisiva e ha avviato da molto tempo strategie evolutive al riguardo. È necessario riprendere al più presto l’attività, sia per dare seguito ai reclami dei telespettatori, sia per far avanzare le strategie migliorative sul piano istituzionale, non ultimo lo sforzo di avviare la predisposizione di un codice media e minori che si occupi di tutti i media che influenzano ormai la vita dei nostri figli.
Parallelamente, va registrato il fatto che altre istituzioni o soggetti sociali stanno elaborando documenti, proposte, convegni per mettere al centro dell’attenzione pubblica il tema media e minori: ad esempio il Consiglio nazionale degli utenti presso l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, e, sul piano sociale, il Forum delle Associazioni familiari.
È molto importante che altri soggetti, istituzionali e non, si impegnino per richiamare l’attenzione di politici e istituzioni su questo tema, in cui davvero urgono interventi di più efficace normazione. Tuttavia è altrettanto importante che non siano azioni slegate tra loro, ma anzi convergano per fare massa critica e ottenere dalle istituzioni un’attenzione più adeguata.
È vero, i problemi oggi sono soprattutto economici, ma attenzione a non lasciarci avvolgere in un “loop” negativo: l’economia ha creato i problemi, oggi siamo tutti concentrati sulle misure economiche per migliorare la situazione economica. Ma, come non si stanca di ricordarci Benedetto XVI, l’uomo non è solo materia, il suo spirito ha bisogno di essere nutrito ogni giorno e se fin da bambini la fantasia e l’intelligenza umane sono nutrite da veleni avremo in futuro una società malata. E credo che nessuno di noi lo voglia: ci piace l’idea di generare per il futuro una società raggiante di forza, di idee luminose, di carità.
22 marzo 2012