“Melissa P.”, 15enne ideale?

Un film privo di rispetto per il personaggio centrale e per il pubblico adolescente, a cui non fa intravedere alternative di Massimo Giraldi*

“Caro diario…”. Comincia così il film tratto da un recente libro italiano di grande successo ma del quale ormai si stava già perdendo il ricordo. Comincia con un tono confidenziale, semplice, come si conviene alla sua autrice, la ragazzina Melissa. Il diario è da sempre per le adolescenti il luogo delle annotazioni improvvise, di quei pensieri che non si ha ancora il coraggio di dire ad alta voce, di quelle sensazioni che si provano per la prima volta e non si vogliono dimenticare. Il film “Melissa P.” è nelle sale cinematografiche italiane con il divieto ai minori di 14 anni. Quando questo limite è stato deciso, i produttori hanno tirato un sospiro di sollievo. Temevano infatti quello, più pesante, dei 18 anni. Vorrà pure dire qualcosa questo tono di scampato pericolo? Loro per primi sapevano che c’è qualcosa che non va, ma che le inette commissioni ancora chiamate di censura parcheggiate al ministero dei Beni Culturali alla fine sono di manica larga e tutto vogliono tranne che apparire il giorno dopo sui giornali additati come retrogradi o bacchettoni.

E allora dai 14 anni in su tutti in sala a vedere le “disavventure” di Melissa la quale, finito l’anno scolastico, va con un’amica ad una festa in una villa con piscina e riesce finalmente ad appartarsi con Daniele da cui si sente fortemente attratta. A lui, a precise domande, risponde nell’ordine «Ho 15 anni e mezzo; sono vergine, ho baciato due volte un ragazzo». Poi succede quello che una volta si chiamava l’irreparabile, e tale è anche qui, perché Melissa ne esce delusa, anzi arrabbiata, e pensa bene di reagire lasciando libero sfogo ai propri istinti. Se si accede al sito internet del film, subito si ascolta la voce della protagonista che dice: «Io sono diversa da voi. Ho il coraggio di essere me stessa». Siamo alle solite. Chi si comporta in una certa maniera non ammette che altri possono agire in altri modi e anzi, se lo fanno, sono finti e quindi ipocriti. Perché il punto, in ultima analisi, è solamente questo: c’è un argomento difficile ma importante di fronte al quale nessuno pensa di chiudere gli occhi o fare finta di niente. È nella natura delle cose che a quella età un adolescente (maschio o femmina) avverta su di se quei cambiamenti che cominciano ad implicare la sfera sessuale. Attrazione e sentimento si mescolano e la confusione può essere plausibile.

Di fronte a questa situazione la produttrice Francesca Neri pensa di essersi comportata correttamente? La soluzione è forse nel suggerire alle coetanee di Melissa i rapporti con due o cinque uomini insieme? È nel cercare su internet un uomo sconosciuto, vedersi in albergo con lui e finire a frustate reciproche? È nella presenza a scuola di un insegnante ebete e, a casa, di una mamma inetta e di una nonna fuori di testa, o nell’assenza di un padre che, non si capisce come mai, non ha mai una pausa dal lavoro all’altro capo del mondo?

È un film di inesorabile modestia, totalmente artificioso e superficiale, privo di rispetto per il personaggio centrale e, di più, per lo spettatore (adolescente) su cui riversa una serie di immagini fini a se stesse senza mai lasciar intravedere un’alternativa. Il versante pruriginoso del racconto induce poi a partecipare alla visione anche uomini magari un po’ più adulti, indotti ad altri pensieri. Troppa severità? Rigurgiti moralistici? Ma come chiamare allora quel finale al cimitero, da cui madre e figlia si allontanano abbracciate all’insegna di una ritrovata armonia? Questo, sì, è vero compromesso, buonismo da quattro soldi per mandare tutti a casa contenti. O forse no. Di certo questo è cinema deteriore, ma non è tutto il cinema. C’è da augurarsi che le coetanee di Melissa, le altre, possano presto trovare un film che tratti con equilibrio e misura i non facili problemi della loro bellissima età.

24 novembre 2005

*Segretario Commissione nazionale valutazione film della Conferenza episcopale italiana

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