“Messa di Requiem” a Santa Maria in Ara Coeli

Omaggio a Gavazzeni e Toscanini, tramite l’opera di Gaetano Donizetti, diretta per l’occasione da Marco Fracassi di Mariaelena Finessi

Nell’ultimo scorcio di vita, Arturo Toscanini lasciò trasparire una solitudine cercata. Della sua figura e dell’incontro con lui sul Lago Maggiore, in quegli anni, l’altro maestro, Gianandrea Gavazzeni, ricordava una «grandezza che pareva esiliata tra le acque». Annotava nel diario la malinconia di un «passato che saliva sempre attraverso le parole; e come un rintocco, nel discorso, sul cumulo d’anni, sulla vita durata troppo a lungo». La misura artistica di Toscanini ormai «stava indietro, gloriosa e dominatrice», mentre «nelle ore sull’isola restavano i momenti risolutivi di una biografia spirituale».

Gavazzeni e Toscanini, due anime tormentate, tracce severe ma di bellezza indelebile. La rassegna dei “40 concerti nel giorno del Signore” vuole omaggiarli entrambi con il concerto di domenica 25, a Santa Maria in Ara Coeli. Trait d’union sarà la “Messa di Requiem – In morte di Vincenzo Bellini” di Gaetano Donizetti, che proprio Gavazzeni riesumò nel 1948, nel centenario del compositore. Occasione che diede origine al fenomeno della “Donizetti Renaissance”. Eseguita per l’occasione dall’Orchestra Filarmonica Italiana, diretta da Marco Fracassi, mentre il Coro Camerata di Cremona accompagnerà Francesca Provvisionato (mezzosoprano), Cesare Ruta (tenore), Mauro Bonfanti (baritono), Nicola Ebau (basso) e Denia Mazzola (soprano), che di quel Gavazzeni è stata anche compagna di vita.

Interprete tra le più note del repertorio donizettiano, la bergamasca Denia ha dato voce a ben 17 personaggi creati dal conterraneo compositore. Artista, quest’ultimo, la cui lunga esperienza nella scrittura religiosa condusse, nel 1835, alla commovente “Messa di Requiem” in re minore in cui però, dell’“Ordinarium”, non sono musicati il “Sanctus”, il “Benedictus” e l’“Agnus Dei”. «Una Messa quasi del tutto sconosciuta – spiega la signora Mazzola Gavazzeni – se si pensa che la sua esecuzione è circoscritta agli anni ’70, a Venezia, e un’ultima volta, nel ’93, quando a dirigerla fu ancora una volta mio marito».

E quella che verrà proposta domenica «è proprio l’edizione del ’48, così come venne rielaborata da Gavazzeni, rispettando cioè quelle che furono le sue scelte interpretative di allora». Il perché lo racconta un’appassionata Denia: «Gavazzeni, “difensore principale delle cause perse”, aveva la curiosità intellettuale di servire quei compositori dei quali lui riteneva non fosse stata resa giustizia, in special modo per quelle opere che lui considerava invece molto meritorie».

Nel solco di quell’insegnamento, e «nel confermare il vecchio adagio del “Dio li fa e poi li accoppia”», il soprano ha voluto mettere in pratica lo spirito che animava il marito, e che è il suo stesso. E così attraverso l’associazione onlus “Ab Harmoniae”, Denia Mazzola Gavazzeni si propone di far conoscere autori che «ingiustamente» sono stati sottratti agli onori della ribalta. «Potremmo noi limitarci a i capisaldi di un compositore e trascurare la musica cosiddetta minore? E se fra la minore – insiste una veemente Denia – ci fosse qualche squarcio di capolavoro? Potremmo dire di essere stati dei servitori della musica operando questa negligenza?».

Ecco allora il lavoro di Donizetti, offerto al pubblico dei “40 concerti”. Un’opera che ha nel “Kyrie” conclusivo un’invenzione tenera e luminosa, che innesta sul diffuso drammatismo del “Requiem” una visione di serenità, quasi ad aprirsi alla certezza del perdono che viene dal divino.

Il prossimo appuntamento con la musica è per il 4 marzo, a Sant’Eustachio in Campo Marzio, quando l’Ensemble vocale e strumentale “I Nuovi Affetti Musicali”, con Paola Ghigo concertatore al cembalo, eseguirà “Salmi” di Benedetto Marcello. Ingresso gratuito, ore 20.30.

23 febbraio 2007

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