“Dal Rinascimento al Jazz”

Ultimi 2 appuntamenti, il 20 e il 22 luglio, con il Roma Brass Quintet e con i musicisti e i cantanti della Scala di Mariaelena Finessi

“Dal Rinascimento al Jazz”: questo il nome che dà il titolo all’appuntamento gratuito con la “Musica d’estate al Laterano” di venerdì 20 luglio (ore 21). Esecuzione affidata al Roma Brass Quintet, ensemble di strumentisti provenienti da varie orchestre e istituzioni, tra le quali l’Accademia nazionale di Santa Cecilia, l’Orchestra sinfonica della Rai e la Banda nazionale dell’Arma dei Carabinieri. In repertorio, lavori di Monteverdi (parti tratte dall’Orfeo) e Short (Tango), attraversando le varie epoche con Mouret (Rondeau), Purcell (Trumpet tune), Händel (Two Arias e The Saint’s Halleluja), Mozart (Eine kleine Nachtmusik), Rossini (da Il Barbiere di Siviglia), Gershwin (Four Songs), Handy (St. Louis Blues) e Carmichael detto “Hoagy” (Stardust), lo stesso che ha prestato il volto al James Bond dei romanzi di Ian Fleming. Quindi quello che sembra essere il marchio di fabbrica di questa strepitosa band d’ottoni formatasi nel 1999, Just a closer walk, brano tradizionale della musica black in cui vengono rivissuti i duri momenti della Secessione americana, quando si lottava per la libertà dei popoli oppressi.

Domenica 22 luglio chiuderanno infine la rassegna musicale, l’Orchestra e Coro da camera di Artisti del Teatro alla Scala. Musicisti e cantanti uniti, tutti, dal privilegio di prestare la propria opera nell’autorevole arena milanese, qui diretti da Salvo Sgrò che per anni ha fatto da assistente al direttore del coro presso il “Carlo Felice” di Genova prima di approdare all’ente scaligero. In questo loro intervento a Roma offriranno un repertorio vastissimo che spazia dai compositori del ‘600-‘700 fino ai contemporanei. “Viaggio nella musica corale femminile”, dell’originale formazione da camera costituita di sole donne, è un’esibizione a metà strada tra concerto e spettacolo e «in cui – spiegano gli organizzatori della rassegna – trovano armonia gli interscambi tra le artiste, che ora cantano nel coro, ora suonano uno strumento e altre volte sono soliste, dando dimostrazione di grande versatilità e valore artistico». La scaletta? Due seguidillas (tipo di poesia spagnola accompagnata alla danza) per tre voci e chitarra di Fernando Sor, il compositore catalano destinato alla carriera militare ma presto ravvedutosi grazie all’amore per l’opera: Mucha tierra he corrido e Sin duda qu tus ojos. Di Gabriel Faurè, due brani per coro e pianoforte, Cantique de Jean Racine e La Ruisseau, al quale si aggiungerà la voce del mezzo soprano solo, Marzia Castellini.

Spazio anche a Zoltan Kodaly, l’ungherese che molto amò la sua gente tanto da dedicare alla tradizione popolare il cuore della sua intera produzione. I brani scelti (Chi d’amor sente e Fuor de la bella caiba) verranno eseguiti a cappella, così come per E lasciatemi divertire di Pietro Montani e per Notte e O falce di luna calante di Giulio Vizzi. Coro e pianoforte, invece, per il Lieder di Johannes Brahms e per alcune musiche tratte da Friday Afternoons del baronetto, sir Benjamin Britten. Irrinunciabile, Beethoven: il Bolero a due e An a Bergli bin i gesasse per due voci, violino, violoncello e pianoforte. Chiude George Gershwin: omaggio al compositore americano scomparso 70 anni fa, l’11 luglio 1937. Sua è la famosa opera, qui riproposta in parte, Porgy and Bess: storia di un mendicante invalido, innamoratosi della donna sbagliata, la compagna di un violento scaricatore di porto. Alla prima del 1935 venne salutata dal pubblico di Boston con un quarto d’ora di applausi e, curiosità, fu anche la prima operetta di un compositore statunitense a essere messa in scena proprio alla Scala di Milano.

19 luglio 2007

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