“Musica al Laterano” con la magia di Bacalov

Il Premio Oscar, padre di alcune tra le più belle colonne sonore di film, venerdì 11 luglio sarà nel Palazzo Lateranense, alle 21 di Mariaelena Finessi

Il repertorio che andrà in scena l’11 luglio (ore 21) nel cortile del Palazzo del Vicariato appartiene a quel genere di musica che non muore fino a quando ci sarà qualcuno che, pensando ad un film, ne ricorderà prima la colonna sonora. O che, in una milonga, vorrà entrare a concedersi ancora un passo di tango. E per questa tappa dell’appendice estiva dei «40 concerti nel giorno del Signore», la rassegna «Musica d’estate al Laterano» ideata dalla diocesi di Roma, s’impone il nome di Luis Bacalov, argentino col tango nell’anima e padre appunto delle più belle musiche cinematografiche.

Ad affiancarlo, un’orchestra giovanile tra le più apprezzate in Italia, la Sinfonica «G. Tartini» affidata alla preparazione del maestro Antonio Cipriani, per la serata violino solista. Un nome italiano, il suo, che nasconde tuttavia origini venezuelane. Da Ciudad Bolìvar ha importato il «Sistema Orquesta Nacional Juvenil de Venezuela» con il quale ha forgiato lo stile e l’attitudine dei suoi allievi.

Un metodo d’insegnamento musicale che a monte trova il nome di Shinichi Suzuki, padre di quella filosofia che vuole si lavori sullo studente nutrendo di stimoli il suo ambiente, sviluppandone al tempo stesso le qualità artistiche, tecniche e morali. «Voglio creare bravi cittadini – questo l’intento di Suzuki -. Se un bambino ascolta buona musica dal giorno della sua nascita e impara a suonarla da solo, allora svilupperà sensibilità, disciplina e pazienza. Ed otterrà uno splendido cuore».

Tra gli eventi ai quali hanno preso parte i giovani della «G. Tartini» (età media 20 anni), c’è il concerto in Vaticano per il V centenario della fondazione della basilica di San Pietro. Più volte ospiti di manifestazioni internazionali come la stagione lirica del Teatro «La Nuova Fenice» di Osimo, il Newtonfest di Latina e il Festival latino-americano de Boavista, nel tempo i ragazzi hanno affiancato musicisti del calibro di Donato Renzetti, Katia Ricciarelli e Luis Bacalov. Quest’ultimo, per via delle sue 75 primavere, appellato affettuosamente dai ragazzi – lo ricorda lo stesso Cipriani – come «il nonno musicale». Arrangiatore prima che autore di colonne sonore, una delle quali gli ha arriso l’Oscar nel 1996 («Il postino» dell’omonimo film con Massimo Troisi) – una statuetta tuttavia smitizzata al punto tale da essere relegata tra i giocattoli dei suoi bambini -, Bacalov per questo appuntamento dirigerà molti dei suoi lavori. «Seduccion», ad esempio, e il «Concerto grosso per violino ed orchestra», che si rifà al «Concerto grosso» per i New Trolls del 1972. All’epoca 800mila copie vendute per uno dei primi esempi in Italia di fusione tra il rock e la musica classica.

In scaletta, anche Morricone («Indagine») e due stelle del passato. Angel Gregorio Villoldo, innanzitutto, con «El choclo», letteralmente «pannocchia», uno dei primi tanghi ad arrivare in Europa. Quindi Carlos Gardel («El dia che me quieras»), padre indiscusso del tango argentino, nel 2003 dichiarato egli stesso dall’Unesco Patrimonio culturale dell’Umanità.

7 luglio 2008

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