Nel Battistero del Laterano tra le sorgenti della vita
di Marco Frisina
Ogni volta che entro nel Battistero di San Giovanni in Laterano sento una profonda emozione. È come entrare in un luogo di famiglia dove ritroviamo il profumo della nostra storia, tocchiamo con mano le nostre radici, quel passato che vive ancora nella nostra vita e che ci fa sentire partecipi del cammino bimillenario della Chiesa di Roma. La memoria del battesimo è un pilastro della fede cristiana, è l’ancora a cui è legata la nostra vita immersa nei flutti minacciosi degli eventi che siamo chiamati ad affrontare. Tornare con il cuore e la mente a quel giorno in cui si aprirono per noi le sorgenti della vita ci dà forza, ridona vigore alla nostra fede che a volte si affievolisce, non ci fa dimenticare chi siamo e da dove veniamo. In questo edificio ottagonale possiamo vedere la storia della Chiesa romana: il Battistero fu edificato in epoca costantiniana lì dove sorgevano presumibilmente le Thermae Lateranenses; le otto colonne di porfido che sostengono l’epistilio ottagonale sono quelle che donò l’imperatore Costantino insieme a sette cervi d’argento che abbellivano le fonti dalle quali l’acqua defluiva nella grande vasca battesimale. Nei secoli successivi l’edificio continuò a essere il cuore pulsante della città, il grembo fecondo da dove nascono i figli di Dio, abbellito dal loro contributo artistico e dalla loro fede. Impariamo a venerare questo luogo insieme al fonte parrocchiale dove siamo stati battezzati, per ricordare, per credere, per amare.
12 gennaio 2008