Nel cimitero del Verano pensieri di vita eterna

di Marco Frisina

Tra i luoghi più frequentati di Roma in questo periodo dell’anno sicuramente il Cimitero del Verano è uno dei più significativi. Siamo abituati a visitarlo, a soffermarci presso le tombe dei nostri cari o a volte semplicemente attraversiamo i suoi viali e siamo colpiti dalla monumentalità del luogo, dalla generale atmosfera di quiete e di pace tipica di ogni cimitero. Eppure il Campo Verano è considerato un monumento artistico, oltre a essere un luogo di fede e di preghiera: un angolo di meditazione e silenzio in cui forse potremo trovare pensieri più alti e profondi di quelli suggeriti dalla città caotica e disordinata che ci circonda. Pio IX affidò all’architetto Virginio Vespignani il restauro della basilica di San Lorenzo fuori le Mura e lo stesso architetto risistemò, negli ultimi decenni dell’800, il cimitero del Verano creando un’entrata solenne e monumentale. All’interno le statue e le opere delle tombe si susseguono tra il verde, stupendoci a volte per la loro bellezza. Secondo la tradizione la diocesi di Roma celebra una Messa solenne per tutti i defunti proprio all’ingresso del Campo Verano nel giorno di Tutti i Santi. Una coincidenza che mi ha sempre fatto riflettere. La vita eterna, il destino comune di ogni uomo, viene spesso trascurata nelle nostre riflessioni, eppure è il compimento finale della nostra speranza, è il coronamento della nostra vita di fede e il momento glorioso della nostra visione di Dio. Questo luogo, con la sua pace e il suo silenzio, ce lo rammenta suggerendoci pensieri di vita eterna.

2 novembre 2009

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