Nostra Signora di Fatima, la carità tutti i giorni

La comunità di Ottavia è guidata da padre Jesùs Marquiña Maraňo, il primo filippino a cui è stata affidata una parrocchia in diocesi. Tra le proposte per l’Anno della Fede, anche una cetechesi sul Credo di Christian Giorgio

La chiesa della parrocchia di Nostra Signora di Fatima è un edificio basso, quasi nascosto tra le case di un quartiere a nord della città, a due passi dalla stazione Ottavia sulla tratta Roma-Viterbo. Ma è ben evidente a tutti quanto questa comunità, affidata ormai da otto anni a padre Jesùs Marquiña Maraňo, sia attiva nella carità di tutti i giorni. Don Jess lo chiamano i ragazzi del gruppo giovani.

È stato il primo parroco filippino a cui è stata affidata una parrocchia della diocesi di Roma. Dal 2005 la sua attività è stata frenetica. Con la bicicletta ha percorso migliaia di volte, su e giù, per le strade del quartiere: «Ho voluto personalmente incontrare tutte le famiglie del territorio – dice don Jess, guardando i palazzi dalla finestra della sacrestia -. Sono andato nelle loro case, ho stretto le loro mani per far sentire che io ero in mezzo a loro, come uno di loro».

Sono circa quattro mila le anime affidate alle cure di don Jesùs. Sempre più persone si sono trasferite in questo quartiere da quando, nel 1975, la parrocchia è stata eretta e affidata alla Congregazione dei missionari dei sacri cuori di Gesù e Maria. Oggi si tratta, per lo più, di persone che lavorano nell’ambito delle professioni sanitarie. Nostra Signora di Fatima è in una posizione strategica rispetto ad alcuni ospedali. Basti pensare che il più vicino, il San Filippo Neri, è a meno di due chilometri. Il policlinico Gemelli e il Sant’Andrea completano la lista. «Gran parte delle famiglie che conosco – dice don Jesùs – hanno almeno un membro impiegato negli ospedali e nelle strutture sanitarie del circondario. Considerando la crisi della sanità regionale, questo, per loro, è un serio periodo di difficoltà. In molti sono già in cassa integrazione».

Nei confronti di queste famiglie la parrocchia è attiva, oltre che per un conforto spirituale, quando possibile, anche per quello materiale. La locale sezione della Caritas distribuisce pasti caldi, prodotti alimentari, generi di prima necessità. Tutto questo in un contesto demografico non troppo anziano, anzi. «Lo scorso anno abbiamo avuto più di diciotto battesimi – ricorda don Jesùs – mentre i funerali sono stati neanche la metà. Abbiamo tanti ragazzi e cerchiamo di accoglierli tutti con grande entusiasmo. Basti pensare che, una volta terminate le scuole, in estate, i bambini vengono a passare le giornate da noi. Dalle otto di mattina fino a sera, pranzo incluso. È un aiuto che offriamo alle famiglie, soprattutto quelle con entrambi i genitori che lavorano».

Una presenza così importante di giovani ha portato, negli anni, a una radicale trasformazione del piano pastorale. «Quando sono arrivato qui – ricorda il parroco – c’erano solamente due catechisti, adesso sono in venticinque, divisi in diversi gruppi: dalla preparazione alla confessione, comunione e cresima; la preparazione dei fidanzati al matrimonio e il catechismo degli adulti». Ed è proprio la catechesi che don Jesùs ha sviluppato in maniera più sostanziale: durante l’Anno della Fede in corso, ad esempio, ogni primo mercoledì del mese è attivo un percorso sul Credo.

Ogni venerdì, invece, si tengono gli incontri di catechesi biblica. I martedì sono riservati alla catechesi per gli adulti: «abbiamo scelto degli orari consoni agli impegni lavorativi di tutti. Gli incontri si tengono dalle 21 alle 23, ed è bello vedere come, al termine, si senta ancora l’esigenza di restare in chiesa per l’adorazione eucaristica. In quei momenti ci si rende conto di quanto la gente abbia un forte bisogno di Dio. Una presenza che vivifica i nostri giorni e che illumina il nostro cammino nei momenti più bui».

Da quando nel 2005 don Jesùs ha riorganizzato tutto, è stato fondamentale l’aiuto di suor Elisa Carta, ora responsabile del gruppo liturgico. In questi anni, sotto la sua guida, il gruppo è cresciuto e si è formato riscuotendo sempre maggiore interesse e partecipazione. «Abbiamo studiato attentamente – afferma suor Elisa – diversi scritti importanti per noi cattolici come la costituzione conciliare Sacrosanctum Concilium e i testi di San Paolo. La gente si è appassionata scoprendo l’importanza fondamentale della liturgia e dell’eucarestia. Lo abbiamo fatto studiando gli scritti dei grandi maestri del passato che continuano a regalarci stimolanti spunti di riflessione».

15 febbraio 2013

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