Nostra Signora di Valme
Rete di famiglie, orientamento giovanile e impegno missionario per la comunità affidata all’Opera della Chiesa di Francesco Lalli
Una comunità ascoltata, amata e tutelata. Tre espressioni chiave che descrivono lo stile pastorale della parrocchia di Nostra Signora di Valme, in zona Villa Bonelli, e che derivano dall’impronta lasciata da Madre Trinidad, fondatrice dell’Opera della Chiesa a cui la struttura è affidata. «È un aspetto significativo e qualificante della nostra realtà – sottolinea a tal proposito il parroco don Alfredo Fernandéz Martìn – proprio perché si può dire che la parrocchia sia un’emanazione della Casa di Apostolato dell’Opera della Chiesa. Oltre a me e ai vicari parrocchiali, infatti, c’è la presenza e il lavoro svolto dai laici consacrati, sette uomini e dodici donne, che hanno insieme con noi sacerdoti la corresponsabilità delle iniziative parrocchiali».
Tra di esse Elvira, che sottolinea: «La nostra è un’esperienza al servizio del fare rete con le famiglie, in particolare con quelle che vivono in una dimensione di disagio o di difficoltà. Nel contempo – prosegue -, mostrare come la parrocchia stessa è una famiglia composta dai figli di Dio. Un lavoro che richiede il tempo necessario per creare quel senso di disponibilità e di fiducia indispensabili affinché la gente si avvicini alla parrocchia».
Un rapporto la cui centralità è costituita dall’«incontro vivo e personale con l’eucaristia – aggiunge il viceparroco don Francisco Sanchez – e proprio per questo oltre all’adorazione eucaristica che si tiene per due ore, due volte alla settimana, prima e dopo la celebrazione di ogni messa molte persone pregano in silenzio. Tutto questo fa parte di una formazione solida per quanti poi operano attivamente all’interno della comunità». D’altra parte l’aspetto formativo è ben rappresentato anche dalla Casa d’Apostolato. Qui, come rileva don Alfredo, «si organizzano incontri settimanali per bambini, giovani e adulti e l’incontro per le famiglie, comprensivo di un’ora di formazione e del pranzo insieme, ogni quarta domenica del mese. E poi i ritiri di due giorni per bambini e per i ragazzi, quello che chiamiamo “Orientamento Giovanile”, e di quattro per adulti e giovani. Tutte attività di forte contenuto teologico-esperienziale».
Di grande importanza, poi, è l’impegno missionario che si concretizza con l’aiuto e la collaborazione offerta a tre diocesi nel sud del Sudan: Yei, Iuba e Tombura-Iambo. «Si tratta di un’iniziativa nata due anni e mezzo fa – racconta Gianni, esperto di programmi per il Terzo Mondo – in virtù del fatto che la Casa dell’Apostolato ospita spessissimo i vescovi di tutto il mondo che giungono a Roma per le visite ad limina. In una di queste occasioni abbiamo incontrato i vescovi del Sudan, un Paese martoriato dalla guerra civile, e abbiamo deciso di dare una mano. Per quest’anno la cifra raccolta, comprendente denaro e il valore dei materiali necessari ad alcuni progetti che abbiamo laggiù, è stata di 138.710 euro». Una somma raggiunta grazie all’aiuto della parrocchia di San Pietro Apostolo ad Albano, anche questa affidata all’Opera della Chiesa. «Il tutto – riprende Gianni – è destinato alla costruzione di scuole elementari e medie, a borse di studio per sanitari ed educatori, costruzione di mulini, formazione delle popolazioni per favorire lo sviluppo agrario». L’invio avviene una volta all’anno, grazie a un aereo messo a disposizione dall’Aeronautica militare. La spedizione, così come l’impiego in loco delle risorse, è seguito direttamente da Gianni.
L’assistenza e la solidarietà sono di casa, però, anche nel territorio della parrocchia. Merito del gruppo Caritas, che svolge anche orientamento al lavoro e consulenza legale, e del gruppo di volontariato giovanile, impegnato nella visita agli anziani, ai malati, nella raccolta di alimenti, e anche dell’animazione liturgica. «Una grande mano la danno anche le donne del gruppo Terza età – aggiunge don Alfredo – sia per i lavori manuali per anziane e persone sole, che per la preparazione della pesca parrocchiale in questo periodo».
Con le feste, inoltre, ogni celebrazione che va dal 25 dicembre al 6 gennaio, viene animata da un presepe vivente fatto interamente dai bambini.
2 gennaio 2008